giovedì 16 luglio 2026

Orazio. 6. L'ode a Lidia tradotta da Cesare Pavese


(Carmina, I 25)

Più di rado i giovanotti audaci vengono a batterti di molti colpi le finestre serrate: essi non ti rompono più i sonni e la porta che prima si muoveva di continuo sui cardini agevoli ora s’è innamorata della soglia. Odi sempre più di rado ormai dirti: «Lidia, le lunghe notti, mentr’io muoio per te, dormi tu?»

Verrà il tempo che, vecchia da pochi soldi, rimpiangerai i tuoi protervi amanti in un angiporto solitario più rumoroso del vento Tracio durante l’interlunio. Allora l’amore ardente e la libidine, che suole infuriare le cavalle, t’infierirà intorno al fegato piagato. E ancora, ti lamenterai che i giovani lieti godano del mirto e dell’edera pallida più che della scura, e che donino all’Euro, compagno dell’inverno, le foglie disseccate.

Nessun commento:

Posta un commento

Materiali didattici. 34. Il telero LUCANIA 61 di Carlo Levi (Rosamaria Nicoletti)

Il grande telero Lucania ’61, oggi esposto permanentemente a Matera, nella sede di Palazzo Lanfranchi, fu commissionato a Carlo Levi dal Com...