giovedì 16 luglio 2026

Orazio. 6. L'ode a Lidia tradotta da Cesare Pavese


(Carmina, I 25)

Più di rado i giovanotti audaci vengono a batterti di molti colpi le finestre serrate: essi non ti rompono più i sonni e la porta che prima si muoveva di continuo sui cardini agevoli ora s’è innamorata della soglia. Odi sempre più di rado ormai dirti: «Lidia, le lunghe notti, mentr’io muoio per te, dormi tu?»

Verrà il tempo che, vecchia da pochi soldi, rimpiangerai i tuoi protervi amanti in un angiporto solitario più rumoroso del vento Tracio durante l’interlunio. Allora l’amore ardente e la libidine, che suole infuriare le cavalle, t’infierirà intorno al fegato piagato. E ancora, ti lamenterai che i giovani lieti godano del mirto e dell’edera pallida più che della scura, e che donino all’Euro, compagno dell’inverno, le foglie disseccate.

giovedì 25 giugno 2026

Personaggi. 35. Ernesto De Martino tra storia e magia

Ernesto De Martino, seppure non lucano, risulta notevolmente legato alla Basilicata nella sua "spedizione" dal 30 settembre al 31 ottobre 1952 e poi, più volte, fino al 1956. Egli nacque a Napoli nel 1908, da padre ingegnere delle ferrovie e madre maestra elementare. Frequentò il ginnasio a Firenze e il liceo (classico nella sezione moderna, senza il greco, sostituito dal tedesco) a Napoli. Dopo aver frequentato per un anno la facoltà di ingegneria a Torino, studiò filosofia a Napoli dal 1929. Nel 1930 incontrò Vittorio Macchioro, archeologo, storico delle religioni e studioso dell'orfismo. Prestò servizio militare come allievo ufficiale riuscendo nel contempo a proseguire gli studi. 

Dopo la laurea in lettere all'Università di Napoli nel 1932, con una tesi in storia delle religioni sotto la direzione di Adolfo Omodeo, si interessò alle discipline etnologiche. Si iscrisse ai GUF e alla Milizia Universitaria, collaborando a L'Universale di Berto Ricci e facendo circolare in una cerchia ristretta di collaboratori un Saggio sulla religione civile poi rimasto inedito. Alla caduta del regime nel luglio del 1943, De Martino, che aveva intanto maturato forti sentimenti antifascisti, si trovava con la famiglia a Cotignola, nella bassa Romagna e partecipò da rifugiato alla Resistenza, dapprima in provincia di Ravenna poi a Forlì, dove rappresentò il Partito italiano del lavoro alle riunioni del CLN.

Nel 1935 aveva sposato Anna Macchioro, la figlia di Vittorio, con cui ebbe due figlie, Lia e Vera. La relazione con Anna Macchioro entrò definitivamente in crisi nel 1947, quando, durante il suo insegnamento in un istituto magistrale di Bari, conobbe e si legò ad una sua allieva, Vittoria De Palma, che diventò la sua nuova compagna e preziosa collaboratrice. In Puglia ricoprì anche ruoli di responsabilità nel PSI, a Bari e nel Salento.

De Martino fu collaboratore di Raffaele Pettazzoni all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", nell'ambito della Scuola romana di Storia delle religioni. Come ordinario di Storia delle religioni e di Etnologia, dal dicembre 1958 fino alla morte insegnò all'Università di Cagliari.

Pubblicato nel 1959, Sud e Magia è un'opera fondamentale dell'antropologia italiana che analizza il profondo legame tra la cultura popolare del Mezzogiorno – in particolare della Basilicata degli anni Cinquanta – e le pratiche magico-religiose, rifiutando di liquidare queste ultime come semplice ignoranza o superstizione da folklore. 

Al cuore del saggio si trova il concetto teorico di "crisi della presenza", ovvero il rischio costante che l'individuo sperimenta, in contesti di estrema miseria, isolamento e precarietà materiale, di perdere la propria coscienza di soggetto attivo e la capacità di dare un senso alla realtà di fronte a traumi, malattie o forze naturali avverse. La magia si configura quindi come un vero e proprio dispositivo di protezione culturale e psicologica, un ammortizzatore sociale capace di sottrarre l'essere umano dall'angoscia dell'indeterminato; attraverso rituali precisi come la guarigione dall'affascino (la fascinazione o malocchio) o le pratiche contro le fatture, il caos interiore viene incanalato in forme definite, permettendo al soggetto di agire e riscattarsi. De Martino descrive minuziosamente questo mondo arcaico esaminando i rituali protettivi legati alla nascita e all'infanzia, le formule per allontanare i temporali che minacciavano i raccolti e il sincretismo con il cattolicesimo ufficiale, dove santi e liturgie cristiane vengono costantemente assimilati e piegati a fini magici e utilitaristici per la sopravvivenza quotidiana. Nella seconda parte del volume, l'autore adotta una prospettiva storica più ampia, indagando i motivi per cui la razionalità moderna e l'Illuminismo, pur avendo influenzato le élite colte delle città come Napoli, non siano mai riusciti a penetrare nel mondo rurale delle province meridionali; la persistenza del magismo viene così ricondotta al fallimento storico delle classi dirigenti e dello Stato, che hanno lasciato le masse contadine in una condizione di totale subalternità economica e sociale. 

Oltre a Sud e magia (1959), ricordiamo: Naturalismo e storicismo nell’etnologia (1941), Il mondo magico (1948), Morte e pianto rituale nel mondo antico (1958), La terra del rimorso (1961), Furore simbolo valore (1962) e, postumi, La fine del mondo (1977) e Storia e metastoria (1995).

Morì a Roma il 6 maggio 1965.

FONTE: https://it.wikipedia.org/wiki/Ernesto_de_Martino (con tagli)

APPROFONDIMENTI:

Ernesto De Martino tra magia e storia (podcast Rai)

giovedì 11 giugno 2026

La Basilicata moderna. 45. La situazione geo-economica nel 1860

 

FONTE: G. DE LUCA, Il reame delle due Sicilie: descrizione geografica, storica, amministrativa, Napoli, Stabilimento Tipografico dei Classici Italiani, 1860, pp. 320-321.

giovedì 14 maggio 2026

lunedì 11 maggio 2026

Chi sono, dopo 13 anni

Sono uno storico e docente italiano, nato a Potenza nel 1975.  

Dopo gli studi in Lettere Classiche, completati nel 1999, mi sono impegnato nello studio delle dinamiche identitarie, politiche e culturali del Mezzogiorno d’Italia tra età moderna e contemporanea. Il mio percorso di ricerca nasce dall’interesse per il rapporto tra memoria storica, costruzione delle identità locali e rappresentazione del passato, con particolare attenzione al Regno di Napoli e alla storia della Basilicata.

Mi sono formato nell’ambito della storia dell’Europa mediterranea presso l’Università degli Studi della Basilicata, dove ho conseguito il titolo di Dottore di Ricerca. Successivamente ho svolto attività di ricerca post-dottorale, approfondendo, sotto la direzione scientifica del prof. Antonio Lerra, il tema dell’uso e della funzione dell’antico nelle storie locali del Mezzogiorno moderno. Questo percorso mi ha portato a concentrarmi sul modo in cui le comunità meridionali, tra XVI e XVIII secolo, abbiano costruito la propria memoria storica e la propria identità attraverso miti civici, genealogie e narrazioni delle origini.

Ho insegnato come docente a contratto presso l’Università della Basilicata, occupandomi di Storia Moderna e di Storia dell’Europa Mediterranea dal 2008 al 2020, e parallelamente ho svolto attività editoriale e scientifica come segretario di redazione del «Bollettino Storico della Basilicata», rivista ufficiale della Deputazione di Storia Patria per la Lucania.

Nel corso degli anni i miei studi si sono sviluppati lungo diversi filoni di ricerca. Mi sono occupato della costruzione dell’identità storica del Mezzogiorno in età moderna, tema confluito nel volume Identità svelate. La parabola dell’antico nelle storie locali del Mezzogiorno moderno (2018), nel quale ho analizzato il rapporto tra erudizione, memoria civica e legittimazione politica nelle storie locali meridionali.

Un altro ambito centrale della mia ricerca riguarda il Risorgimento lucano e i movimenti insurrezionali del 1860. In particolare ho approfondito il passaggio dall’evento storico alla sua successiva costruzione mitica e storiografica, tema affrontato nel volume Quelli che credettero (2023), dedicato ai protagonisti e all’immaginario politico del processo unitario in Basilicata.

Mi sono inoltre interessato al riformismo borbonico del XVIII secolo e all’impatto delle politiche di Carlo III di Spagna sul territorio lucano, studiando le tensioni tra spinte modernizzatrici, trasformazioni amministrative e resistenze locali.

Accanto alla ricerca scientifica, considero fondamentale il lavoro di divulgazione e di Public History. Credo profondamente nella necessità di costruire un dialogo continuo tra scuola, università e società civile, affinché la storia possa diventare uno strumento di consapevolezza critica e di cittadinanza culturale. Per questo ho collaborato con istituzioni culturali, associazioni, musei e piattaforme digitali, lavorando anche nell’ambito della formazione dei docenti.

La mia esperienza nell’insegnamento si è sviluppata inizialmente presso il Liceo Carlo Pisacane, dove ho maturato un approccio didattico fortemente orientato all’interdisciplinarità tra storia, geostoria e latino. Successivamente ho insegnato presso l’IIS Giustino Fortunato, esperienza che ha ulteriormente consolidato il mio interesse per la sperimentazione metodologica e per la didattica della storia. Attualmente insegno presso il Liceo delle Scienze Umane Rosa-Gianturco, dove continuo a integrare l’attività di ricerca con l’innovazione didattica e la progettazione culturale.

Negli ultimi quattro anni mi sono dedicato con particolare attenzione alla didattica breve e digitale, sviluppando contenuti divulgativi attraverso Facebook mediante una pagina dedicata all’interazione tra mappe concettuali e intelligenza artificiale. Il progetto nasce dall’idea che le nuove tecnologie possano diventare strumenti efficaci per rendere più accessibile e dinamico l’apprendimento, senza rinunciare al rigore scientifico e alla profondità dell’analisi storica.

Attraverso ricerca, insegnamento e divulgazione sul free press "Controsenso", continuo a lavorare sul rapporto tra memoria, identità e territorio, convinto che la conoscenza storica rappresenti ancora oggi uno degli strumenti più importanti per comprendere il presente e formare cittadini consapevoli.

giovedì 23 aprile 2026

Paesi lucani. 71. Teana a fine Settecento

 

FONTE: L. GIUSTIANI, Dizionario geografico-ragionato del Regno di Napoli, Napoli, s.e., 1805, t. IX, p. 143.

Orazio. 6. L'ode a Lidia tradotta da Cesare Pavese

( Carmina , I 25) Più di rado i giovanotti audaci vengono a batterti di molti colpi le finestre serrate: essi non ti rompono più i sonni e l...