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Paesi lucani. 41. Cenni su San Fele nella prima età moderna

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Confinante con le due province di Principato Citra e Ultra, al tempo della nota Relazione Gaudioso (1736), San Fele, «posta alla fine della provincia di Basilicata» contava circa 3200 abitanti «inclinati alla coltura de campi et all’industria del bestiame» .  Posta tra i domini del Principe di Melfi «colla rendita di docati 2000 incirca destinandovi in essa il Governatore per l’amministrazione della Giustizia» per la giurisdizione feudale e amministrativa, si trovava soggetta per la parte spirituale alla Diocesi di Muro, contando anche un Convento dedicato a Sant’Antonio da Padova. Le prime notizie risalgono all’età normanna quando San Fele risultava compresa nella contea di Roberto di Quaglietta, come si legge in G. DEL RE, Cronisti e scrittori sincroni napoletani editi ed inediti ordinati per serie e pubblicati da Giuseppe del Re. Storia della Monarchia, vol. I, Napoli 1845, p. 584. Passò successivamente al maresciallo Drogone di Beaumont (nel 1273) – cui il re angioino Carlo aveva…

Bibliografie essenziali. 30. Grumentum romana. Convegno di studi, Grumento Nova (Potenza), 28-29 giugno 2008, a cura di A. Mastrocinque, Moliterno, Valentina Porfidio, 2009

ROCHAT GIORGIO Prefazione (p.XI-XX) CAPANO ANTONIO Le "Terme Repubblicane" di Grumentum e la loro evoluzione nel contesto cittadino. Rapporto preliminare (p.78-112) COTTICA DANIELA-TOMASELLA ELISA Studi preliminari sulla sigillata africana dagli scavi 2005-2007 nel foro di Grumentum (p.113-136) DI GIUSEPPE HELGA-RICCI GIOVANNI L'angolo nord-occidentale del Foro di Grumentum. Una proposta interpretativa (p.137-172) FINZI ERMANNO Indagini geofisiche nell'area archeologica di Grumentum. Test 2006 (p.173-175) FUSCO UGO La stratigrafia archeologica presso il Tempio D (campagne di scavo 2005-2007) (p.176-216) GUALTIERI MAURIZIO La romanizzazione del territorio: Grumentum e l'alta Val d'Agri nel contesto della Lucania romana (p.217-233) MARASTONI SILVIA Il Mundus di Grumentum? (p.234-250) MASTROCINQUE ATTILIO Grumentum: nuove ricerche (p.251-256) NAVA MARIA LUISA Grumentum. Gli scavi del portico, della basilica e della fontana del foro (p.257-272) SORIANO FIAM…

Risorgimento "antistoricizzato": la voce del prof. Antonio Lerra

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In varie note pubblicate su basilicatanet.it, il presidente della Deputazione Lucana di Storia Patria, Antonio Lerra, interviene sull’apporto del Mezzogiorno e della Basilicata all’Unità di Italia.  “Sono in atto da qualche tempo anche in Basilicata disinvolte operazioni pseudo- culturali di chiara ‘marca neoborbonica’, in genere espressione di vera e propria ‘ignoranza’ della Storia e, in particolare, del processo di costruzione dell’Unità d’Italia. Al quale – è proprio il caso di ricordarlo - la Basilicata partecipò attivamente e in prima fila lungo i vari snodi del Risorgimento (1799, 1820-21, 1848-49, 1860-61), come peraltro ampiamente evidenziato nel corso delle tante iniziative scientifico-culturali svoltesi nell’ambito delle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia”. “Sarebbe opportuno – prosegue Lerra - almeno ricordare a chi pensa di potersi disinvoltamente rapportare alla Storia che nel capoluogo della Basilicata, Potenza, Città medaglia d’oro del Risorgimento, l’Unità d’I…

Materiali didattici. 33. Bibliografia essenziale di Antonio Cestaro

Come promesso, alleghiamo di seguito una bibliografia (incompleta e suscettibile di modifiche) del prof. Antonio Cestaro, deceduto a Battipaglia il 10 agosto 2017. Si intende che i testi sono in ordine alfabetico e non cronologico:


-          «La Discussione»: (1873-1904), in “Rassegna di Politica e Storia”, n. 122 (dicembre 1964).

-          1928-1938 tra rivolta ed oppressione: un contributo alla storia di Rocchetta Sant'Antonio di Giovanni Libertazzi, a cura di Antonio Cestaro, Manfredonia, Edizioni universitas, 2008.

-          A. Stassano, Memorie storiche del Regno (1799-1821), introduzione, note e a cura di A. Cestaio, Venosa, Osanna, 1994.

-          Anarchici e clericali a Napoli nei rapporti del prefetto Sanseverino: 1881-1887, Napoli, Libreria scientifica, 1971.

-          Archivi ecclesiastici e centri di ricerche religiose e sociali nel mezzogiorno, in “Archiva Ecclesiae”, 24-25 (1981-82), n. 1, pp. 216-223.

-          Aspetti della questione demaniale nel Mezzogiorn…

Addio ad Antonio Cestaro, uno storico tra Campania e Basilicata

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È morto, a Battipaglia, il 10 agosto, il prof. Antonio Cestaro, maestro della storiografia meridionale, a 93 anni. Nato a Eboli nel 1924, Cestaro si era speso negli studi sull'area del Sele, del movimento cattolico e della nostra Basilicata, spesso con il suo collega e co-autore di molti volumi, Gabriele De Rosa, scomparso nel dicembre del 2009.
Con De Rosa, Cestaro aveva fondato il Centro Studi per la Storia del Mezzogiorno, fucina di ricerche e progetti che riuscì a riunire giovani studiosi lucani e salernitani (primo nucleo della ricerca storica poi sfociata nell'Università della Basilicata, nell'Associazione per la Storia Sociale del Mezzogiorno e nella rinnovata Deputazione di Storia Patria per la Lucania), con l’intento di contribuire con l’ausilio della ricerca storica alla riscoperta dell'identità meridionale. Cestaro aveva insegnato, oltre che a Salerno, anche nell’Università della Basilicata, penetrando nella complessa realtà lucana, cui avrebbe dedicato nu…

La famiglia Gesualdo e Venosa. 2. Il principe musico

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Carlo nacque a Venosa, in Basilicata, l'8 marzo 1566 da Fabrizio e da Geronima Borromeo. Poche e frammentarie sono le notizie relative ai primi vent'anni di vita e attività del Gesualdo. È noto però che, pur appartenendo a un "ceto di altissima aristocrazia napoletana", e godendo inoltre del prestigio e dell'autorità che gli derivava dallo zio paterno card. Alfonso - dal 1596 arcivescovo di Napoli e decano del S. Collegio -, cominciò prestissimo a dedicarsi agli studi e alla pratica musicale. Dopo la morte del fratello primogenito Luigi, esigenze dinastiche e la preoccupazione paterna "di dar moglie al secondo affinché sì ampia ed antica eredità non venisse ad uscire dalla casa" (Ammirato, I, 1580; II, 1651, p. 13), spinsero il Gesualdo a unirsi nel 1586 in matrimonio - previa dispensa papale, trattandosi di cugini primi - con Maria d'Avalos, figlia della zia paterna Sveva e di Carlo d'Avalos, e già vedova, seppur giovanissima, di Federico Cara…

Materiali didattici. 32. Il 1860 lucano e il pregiudizio antimeridionale

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Da "La Nuova del Sud", del 10 giugno 2017: