giovedì 6 dicembre 2018

La Basilicata moderna. 28. Iconografia della Madonna del Rosario in Basilicata (1500-1600)

La Madonna del Rosario è una delle tradizionali e più celebri e importanti raffigurazioni nelle quali la Chiesa cattolica venera Maria, rappresentata con una veste azzurra e una corona del Rosario tra le mani. Si tratta di una rappresentazione particolarmente frequente nella devozione dopo la Controriforma, la cui iconografia è ripresa da quella, più antica, della Madonna della cintola.



Sull'iconografia della Madonna del Rosario in Basilicata la bibliografia è, tuttavia, molto scarna e comprende pochi titoli solo dagli anni Ottanta. Molto, in effetti, esiste solo per la Puglia, con un saggio del 1988 di Clara Gelao (La committenza delle Confraternite del Rosario nella diocesi di Castellaneta, in C. D. FONSECA (a cura di), La Chiesa di Castellaneta tra Medioevo ed età Moderna, Galatina, Congedo, 1993) e un saggio di Alessandra Anselmi, nel 2009, per la Calabria.
Le circa 60 opere, soprattutto pale d'altare, riscontrabili in Basilicata dalla seconda metà del Cinquecento a tutto il Settecento testimoniano una continuità nella devozione mariana, sviluppatasi dopo il 1572, quando fu istituita la festa della Madonna del Rosario con apposita Bolla di Pio V, che dispose una ricorrenza apposita la prima domenica di ottobre per ringraziare la Vergine della Vittoria di Lepanto. 
Soprattutto nel periodo 1575-1600 le pale rispondono ai dettami controriformistici: la Madonna è, come si nota dagli esempi riportati in foto, in trono, incoronata, con il Bambino in braccio. Molto presenti sono, poi, come si nota, i Domenicani, più impegnati a diffondere la devozione del Rosario: specialmente ritratti sono santa Caterina e san Domenico, speso appaiato a san Francesco, con il ruolo paritetico di salvatore della Chiesa.

giovedì 29 novembre 2018

La Basilicata medievale. 12. Il Registro della Chiesa potentina (XIII-XVI secolo)

Il Registro della Chiesa potentina, conservato nell'Archivio di Stato di Napoli, è importante per ricostruire un lungo periodo di una delle diocesi più importanti del Mezzogiorno d'Italia, che con l'accordo di Barcellona del 1529 diventerà di giuspatronato regio. 
Tale Registro riguarda il lungo periodo 1201-1557 e, redatto per iniziativa del vescovo stesso, fu creato nel 1560, quando il vescovo e le tre Chiese collegiate di Potenza informarono la Regia Camera della Sommaria che urgeva fare copia dei documenti per non perderli: in realtà, il vescovo De Ninis volle avanzare tale richiesta soprattutto per evitare l'erosione dei suoi beni da parte del conte Guevara. 
Sicché, dopo aver redatto un regesto dei documenti, tra gennaio e settembre 1560 fu fatta fare, da almeno cinque copisti del Capitolo cattedrale di San Gerardo, una trascrizione dei documenti che, allo stato, risultano 154 (di cui solo 22 originali): 30 riguardanti San Michele, 30 la SS. Trinità, gli altri della Cattedrale, comprendenti il Duomo e la Mensa Vescovile. Il Registro, dunque, è notevole perché aggiunge molti tasselli alla ricostruzione dell'attività dei Capitoli ricettizi cittadini, registrando 29 donazioni, 36 "scambi" con ecclesiastici e 63 con laici, 23 testamenti e 4 concessioni. Ovviamente, si tratta di una selezione operata dal vescovo e dai Capitoli, anche perché mancano quasi del tutto i documenti pubblici: il De Ninis, in effetti, creò una vera e propria riorganizzazione identitaria, facendo fare il registro a Napoli per affrancarsi dai rischi dei legami con il notabilato di Potenza e dei conflitti con i Guevara.

FONTE: F. PANARELLI (a cura di), Alle fonti della Basilicata medievale: edizioni, progetti, cantieri, Bari, Adda, 2017.

La Basilicata moderna. 28. Iconografia della Madonna del Rosario in Basilicata (1500-1600)

La Madonna del Rosario è una delle tradizionali e più celebri e importanti raffigurazioni nelle quali la Chiesa cattolica venera Maria, ...