giovedì 11 luglio 2019

Risorgimento lucano. 33. Atto costitutivo del Comitato di Corleto

Nella seduta del 21 giugno del 1860, i cittadini del comune di Corleto pronti e forti dell’amor patrio si sono riuniti per concorrere con tutti i mezzi per proclamare l’unità d’Italia libera e indipendente sotto il regime costituzionale del re Vittorio Emanuele. Inoltre dopo aver letto le direttive del comitato Centrale di Napoli e raccolto tutte le idee e i mezzi necessari per la causa della libertà, il signor Carmine Senise, il quale è incaricato a dirigere in questa provincia le file rivoluzionarie ha deliberato e stabilito quanto segue: 
Che da oggi s’intende istallato e costituito un Comitato Centrale Lucano in questo paese, alla dipendenza diretta ed immediata del Comitato Centrale di Napoli – Ordine-. Del che se n’è formato il presente e munito del suggello rispettivo è stato da noi sottoscritto oggi suddetto giorno, mese ed anno. I componenti: 
Carmine Senise – Segretario Presidente. 
Francesco Arciprete de Filippis
Biase Leone, Supplente al Giudicato Regio
Domenico de Pietro
Giovanni de Filippis
Pietro Lacava fu Matteo
Egidio Lapenta
Biase Francolino
Giuseppe de Franchi
Francesco Senise. 
Vi è suggello .
[...]
1. Promuovere e spandere le idee rivoluzionarie per scuotere il giogo Borbonico e proclamare l’unità e l’indipendenza d’Italia col Re costituzionale Vittorio Emanuele; tenere compatto ed ordinato il partito nazionale e fare che non s’insinuino elementi dissolventi. 
2. Mantenere corrispondenza diretta col Comitato Centrale di Napoli e trasmettere ad altri delle altre Provincie e Centri secondari della Basilicata tutto ciò che riguarda pubblico interesse e misure da adottarsi. Organizzare drappelli e tener d’occhio chiunque nutra diverso sentimento, facendo uso del detto «chi non è con noi è contro di noi». 
3. Raccogliere danaro, armi ed uomini ond’essere pronti al primo grido di guerra che sarà gittato nel continente Napolitano.
4. Favorire la diserzione delle truppe Borboniche e promuovere anche con mezzi pecuniarii ed all’oggetto tener preparati de’locali ove potessero essere accolti, trattati ed alimentati gli individui disertati o sbandati per fino a che non ve ne sia più di bisogno; munire infine di vestiario e di armi chi ne manca. 
5. Rivelare qualunque atto, detto o impresa adottati dal Governo Borbonico e suoi Subalterni che potesse cozzare con la unità Italiana; essere severo censore degl’impiegati ed attivarli alla causa comune.
6. Il Comitato si riunirà in sedute ordinarie quotidiane ed ove il bisogno lo esiga ve ne saranno delle straordinarie e permanenti. 
7. Il numero legale per le deliberazioni dovrà essere almeno della metà. Qualunque deliberazione che ne conta al disotto sarà nulla se non si verifica assenza, positivo impedimento o volontaria non presentata de’componenti.
8. Il locale addetto per le sedute è il Castello, ove ciascun componente ha l’obbligo recarsi ogni giorno per le sedute ordinarie alle ore 12 e senza invito, per le straordinarie poi quando sarà chiamato dal Presidente o da chi per lui. 
9. Tutti gli atti emanati da numero legale dei Componenti obbligano il resto senza scusa d’ignoranza di fatti o di atti quando non vi sia legale protesta.
10. In fine il Signor Carmine Senise qual Presidente del Comitato Lucano residente a Corleto è riconosciuto Segretario alla immediazione e diretta corrispondenza del Comitato Centrale di Napoli-Ordine.
Del che se n’è formato il presente verbale firmato e controllato. 
I componenti del Comitato: 
Carmine Senise, Segretario Presidente
Francesco De Filippis
Biase Leone
Domenico de Pietro
Biase Francolino
Egidio Lapenta
Giuseppe de Franchi
Vi è suggello .

FONTE: Verbali del Comitato Centrale Insurrezionale di Corleto Perticara. 21 giugno-10 ottobre 1860, Potenza, Stab. Linotipografico comm. Mario Nucci, 1960, p. 10.

giovedì 4 luglio 2019

Risorgimento lucano. 32. Un giornale napoletano ricorda il 1860 potentino

L’insorgenza à preso proporzioni così vaste da non risparmiare nessuna delle classi e delle condizioni della società. I fanciulli, non altrimenti che i vecchi e le donne àn dato di piglio alle armi. È impossibile calcolare il numero degli armati, giacché tutta la provincia è in armi. Dove mancano i fucili si sono costruite delle lunghe picche: altri sono armati di accette e di falci, armi terribili nelle mani dei contadini lucani. La cifra delle colonne mobili si fa ora ascendere a 25,000 uomini che si trovano distribuiti in diversi punti della provincia. Un piccolo corpo di cavalleria si va formando alla giornata sotto gli ordini di Pisanti ex uffiziale di cavalleria, di Buchicchio e del marchese di Donnaperna di Senise. Questo corpo di cavalleria di già presta utili servigi alla rivoluzione, battendo la campagna per ogni verso.
Quello che presenta uno spettacolo del tutto nuovo in questa insorgenza la quale non trova paragone che nelle guerre di Spagna al tempo della invasione francese, si è un corpo di circa due mila uomini, composto esclusivamente di frati e di preti, i quali col fucile in spalla ed il carniere delle cartucce a fianco, divide con gli altri le fatiche del campo. [...].
La città di Potenza è stata formidabilmente fortificata dai rivoltosi, che ànno lavorato giorno e notte, sia a fare barricate, sia a cavar fossati, sia ad elevare ripari e trincere. Il più singolare si è che àn dato opera alla costruzione di cannoni di ferro battuto, i quali dietro sperimenti, avrebbero potuto essere buoni a tirare presso che un centinaio di colpi.
Da tutti i punti delle province limitrofe arrivano continuamente bande ad ingrossare le fila dell’armata rivoluzionaria

FONTE: «Il Paese», II (28 agosto 1860), n. 21, p. 4

giovedì 6 giugno 2019

Materiali didattici. 44. Struttura de "La Lucania" di Angelo Bozza (1888)

La Lucania. Studii storico-archeologici, Rionero, Tipografia di Torquato Ercolani, 1888-1890,in due volumi, è divisa in:
Poche parole ai lettori lucani (pp. 4, non numerate)
PARTE PRIMA
Prolegomeni geografico-archeologici
CAPITOLO PRIMO L'Italia antichissima (pp. 9-37)
CAPITOLO SECONDO La Lucani (pp. 37-63)
CAPITOLO TERZO I Lucani (pp. 63-98).
APPENDICE ALLA PARTE PRIMA - Bozza riporta una versione, ad opera del fratello Alessandro, del trattato dello pseudo-Ocello Sulla natura del tutto (pp. 101-118), facendola seguire da sue versioni di Ocello Lucano, Delle leggi (frammento, pp. 118-119), Polo Lucano, Della giustizia (pp. 119-120), Esara Lucana, Della natura dell'uomo (pp. 120-121).

PARTE SECONDA
Frammenti della storia dei Lucani
CAPITOLO PRIMO La colonia Lucana nell'Enotria (pp. 123-140)
CAPITOLO SECONDO Guerre contro le città greche-elleniche (pp. 140-164)
CAPITOLO TERZO Guerre contro Taranto e suoi alleati (pp. 164-176)
CAPITOLO QUARTO Guerre contro i Romani per la propria indipendenza (pp. 176-219)
CAPITOLO QUINTO Guerra per ricuperare l'indipendenza (pp. 219-272)
CAPITOLO SESTO I Lucani nella guerra Sociale od Italica (pp. 272-306)
CAPITOLO SETTIMO I Lucani nella guerra civile tra Mario e Silla (pp. 306-326)

PARTE TERZA 
Cronologia Lucana
Pp. 327-385

PARTE QUARTA
Topografia alfabetica della Lucania antica e dei popoli che ebbero alcuna relazione coi Lucani
Pp. 4-231.
PARTE SESTA
Uomini illustri e scrittori della Lucania con la Bibliografia Lucana
pp. 233-364 

Risorgimento lucano. 34. Proclamazione del Governo Prodittatoriale Lucano (19 agosto 1860)

FONTE: ARCHIVIO DI STATO DI POTENZA,  Governo Prodittatoriale Lucano , b. 4, fasc. 41, f. 1.