giovedì 26 novembre 2015

Bibliografie essenziali. 3. Letteratura in Basilicata


Autore Titolo Luogo e data
CASERTA GIOVANNI Storia della letteratura lucana Venosa, Osanna, 1993
DI MASE CARMELA La biblioteca dei conti Gattini Matera, Altrimedia, 2001
IMBRIANI MARIA TERESA Appunti di letteratura lucana. Ventisette ritratti d'autore dal Medioevo ai giorni nostri Potenza, Consiglio Regionale della Basilicata, 2000
IMBRIANI MARIA TERESA Appunti di letteratura lucana. Ventisette ritratti d'autore dal Medioevo ai giorni nostri Potenza, Consiglio Regionale della Basilicata, 2000
SANTORO MARIO La memoria e l'identità. Antologia di poeti e scrittori lucani. Volume Azzurro Potenza, Consiglio Regionale della Basilicata, 2005
SANTORO MARIO La memoria e l'identità. Antologia di poeti e scrittori lucani Potenza, Consiglio Regionale della Basilicata, 2004

giovedì 19 novembre 2015

Basilicata popolare. 1. Il maggio accetturese

La sagra del Maggio è una festa popolare che si tiene ogni anno nel comune di Accettura, in provincia di Matera, in occasione dei festeggiamenti per il patrono San Giuliano. Si tratta di un antico rito nuziale e propiziatorio in cui il Maggio, un albero di alto fusto, si unisce ad un agrifoglio, la Cima, rappresentando i tradizionali culti arborei molto diffusi soprattutto nelle aree interne della Basilicata e della Calabria.
Tutto inizia la prima domenica dopo Pasqua, quando un gruppo di volontari si reca nel vicino bosco di Montepiano per scegliere il cerro più alto, dritto e sano che diventerà il Maggio; la domenica successiva viene scelta nella foresta di Gallipoli-Cognato la Cima, un agrifoglio che sarà innestato in un simbolico matrimonio sopra il Maggio nelle settimane a venire. Il giovedì dell'Ascensione il Maggio viene abbattuto; otto giorni dopo viene trascinato da cinquanta coppie di buoi di razza podolica fino alle "chiapparedd", un'area a circa 4 km da Accettura, da cui, l'indomani, ripartirà verso il paese. Si arriva così alla domenica di Pentecoste: mentre il Maggio riprende il suo cammino, la cima viene abbattuta ed è trasportata a spalla per un tragitto di circa 15 km, sino ad Accettura.
Solo nel tardo pomeriggio, verso le 19, i due alberi si incontrano e inizia la vera festa di popolo con il compimento del matrimonio.
Il lunedì è una giornata di riposo e di preparativi. Si appronta l’occorrente per il congiungimento e l’innalzamento dei due alberi mentre dalle campagne di Valdienne, arriva la processione del quadro dei Santi Giovanni e Paolo. Nel pomeriggio la statua di San Giulianicchio viene portata, insieme al quadro, in processione per il paese.
Il martedì, preceduta da una lunga fila di cende, costruzioni votive di candele e nastrini portate sul capo da ragazze, si inizia la processione di San Giuliano. Con grande accompagnamento di fedeli, il corteo percorre le strade principali, per poi raggiungere largo san Vito, al centro dell’abitato, dove il Maggio sta lentamente innalzandosi. Alle delicate e difficili operazioni sovrintendono i più anziani, custodi di tecniche arcaiche.
Sotto lo sguardo del Santo, il Maggio viene innalzato. Fino al 2008 la cima dell'albero era presa di mira dalle doppiette dei cacciatori accetturesi che miravano a "tacchette" rappresentanti animali in premio.
Nel tardo pomeriggio giovani coraggiosi si cimentano nell’ardua scalata dell'albero alto quasi quaranta metri da cui salutano, con spericolate acrobazie, la folla.

giovedì 15 ottobre 2015

Risorgimento lucano. 24. Emilio Petruccelli, un patriota democratico

Emilio Petruccelli nacque a Moliterno il 24 settembre 1817. Diventato avvocato, nel 1848, dopo essersi iscritto al Circolo Costituzionale Lucano, prese parte attiva agli avvenimenti di quei mesi partecipando agli scontri di Campotenese e promuovendo, l’8 luglio, il tentativo di istituire a Potenza un Governo Provvisorio.
Ricercato dalla polizia, rimase latitante per alcuni mesi: arrestato nel 1850, fu condannato a 19 anni di carcere e per questo tradotto a Procida nel 1854, anche se poi la pena gli fu prima ridotta di 6 anni e poi commutata in «esilio perpetuo». Durante l’esilio fu a contatto con Luigi Settembrini e Silvio Spaventa, dai quali si allontanò dopo aver conosciuto a Londra Giuseppe Mazzini ed aver aderito al suo progetto politico.
Rientrato in Italia il 5 agosto 1860, sottoscrisse a Napoli il programma del Partito d’Azione e poi fu fra gli animatori della rivolta di Corleto. Il 18 di quel mese guidò a Potenza gli insorti e contribuì alla proclamazione del Governo Prodittatoriale dal quale, però, rimase escluso per le sue posizioni radicali, ottenendo, come parziale contropartita, la nomina a Capo di Stato Maggiore della Brigata Lucana con cui raggiunse le truppe garibaldine sul Volturno, partecipando alla presa di Aversa.
Nei primissimi anni dell’Unità d’Italia fu ancora attivo in Basilicata sia come militare (venne nominato Maggiore della Guardia Nazionale e partecipò alla repressione dei moti del Melfese dell’aprile 1861), sia come politico (fu consigliere comunale di Potenza e componente del Consiglio Sanitario di Basilicata). In questa seconda veste, però, le sue posizioni radicali lo tennero lontano da ruoli di particolare prestigio istituzionale ed infatti il governo sabaudo non gli riconobbe il titolo di presidente della Gran Corte Criminale di Basilicata perché «sospetto mazziniano e repubblicano».
Arrestato nuovamente dopo le vicende dell’Aspromonte, fu amnistiato nel 1863 e tentò la carriera politica nel Parlamento Nazionale, ma uscì sconfitto nel duello elettorale con il moderato Giuseppe d’Errico. In seguito si dedicò alla carriera giornalistica dirigendo “Il Risveglio” e “La Nuova Lucania”, settimanale radicale che egli stesso fondò nel 1874. Morì il 4 settembre 1884 per i postimi delle ferite causate da una caduta avvenuta proprio in occasione della celebrazione dell’insurrezione lucana del 18 agosto.

giovedì 8 ottobre 2015

La Basilicata medievale. 6. San Canio di Acerenza

Canio, o Canione, nacque a Iulia, presso Cartagine nella prima metà del III secolo, come tramanda la Passio Sancti Canionis.
Durante la persecuzione dell'imperatore Diocleziano il vescovo Canio, avendo rifiutato di fronte al Prefetto Pigrasio di venerare gli idoli e di riconoscere la divinità dell'imperatore, fu sottoposto a torture di ogni tipo e imprigionato nella speranza che la fame, gli stenti e le torture piegassero la sua resistenza. Tuttavia, continuava nel carcere ad annunciare il Vangelo e a convertire con la parola e la sofferenza quanti lo avvicinavano.
Informato della ostinata resistenza del prigioniero, il prefetto lo condannò alla decapitazione. Un violento nubifragio accompagnato da scosse sismiche, però, spaventò i soldati ed il boia, che si diedero alla fuga, sicché Canio, con alcuni fedeli, poté imbarcarsi su una vecchia nave, con la quale  fortunosamente approdò nei pressi del Volturno.
Ad Atella (l'attuale Sant'Arpino) gli sono attribuiti molti miracoli. Nell'anfiteatro di Atella un uomo in fin di vita per una angina pectoris si disse guarito al tocco delle mani del santo, mentre una donna cieca di nome Eunemia ottenne la vista ed un ragazzo posseduto dai demoni ne fu liberato. Ormai vecchio e malato il vescovo Canio si ritirò in un eremo, dormendo in un folto roveto dove lo colse la morte. Il vescovo Elpidio, informato prodigiosamente della morte del santo, eresse sul luogo un piccolo tempio per custodirne le venerate spoglie.
Intorno all'800, infine, il vescovo di Acerenza Leone costruì la cattedrale sui resti di un antico ciborio e traslò da Atella il corpo di san Canio, finché Nel 1080, ritrovato il corpo di san Canio, sotto la protezione del santo Acerenza pose la nuova cattedrale e la diocesi. 

giovedì 24 settembre 2015

Bibliografie essenziali. 10. Moliterno


LIBRI
Autore Titolo Luogo e data
BONSERA ANTONIO (a cura di) G. Racioppi, Gli Statuti della bagliva delle antiche comunità del Napoletano. Statuta capitula et municipalia Universitatis Moliterni, a cura di A. Bonsera Anzi, Erreci, 2009
MICUCCI DONATO Fotodocumentario con notizie storiche della città di Moliterno s.l., Agesa Editrice, 1988
MICUCCI DONATO Fotodocumentario con notizie storiche della città di Moliterno Moliterno, Agesa, 1988
PALERMO GIOVANNI I due fratelli. Origine di Moliterno e delle famiglie Villa d'Agri, Ars Grafica, 1989
VALINOTI LATORRACA VINCENZO Monografia storica della città di Moliterno Modugno, Edizioni GrafiSystem, 2003

giovedì 17 settembre 2015

Bibliografie essenziali. 9. Viaggiatori di Basilicata


Autore
Titolo
Luogo e data
CUCARI LUIGI ETTORE
Viaggio elettorale in Basilicata
Venosa, Osanna, 1986
FRANCHETTI LEOPOLDO
Viaggio in Basilicata
Rionero in Vulture, Calice Editori, 1996
LEAR EDWARD
Viaggio in Basilicata (1847)
Venosa, Osanna, 1990
MONACO GIUSEPPE GIOVANNI
La corona di Critonio, simbolo e confine del viaggio di Andrea Lombardi fra le antiche città lucane
in "Radici", n. 3 (1989), pp. 25-42
SCHNARS KARL WILHELM
La terra incognita. Diario di un viaggiatore tedesco in Basilicata
Venosa, Osanna, 1991
SETTEMBRINO GIUSEPPE - STRAZZA MICHELE
Viaggiatori in Basilicata (1777-1880)
Potenza, Consiglio Regionale della Basilicata, 2004

Disney a Potenza

Il dialetto potentino approda sulle pagine di Topolino. Il numero 3686 del celebre settimanale Disney, in uscita il 15 luglio, è disponibile...