giovedì 4 ottobre 2018

La Basilicata contemporanea. 27. I corrispondenti di Giustino Fortunato. IV P-S

Pallottino Luigi
Pallottino Vincenzo
Colonnello, segretario di Marcello Soleri e fratello di Francesco, sindaco di Rionero alla fine degli anni Trenta del Novecento.
Pedio Edoardo
Piacentini Gaetano
Pieri Piero
Pietrarota Domenico
Pintor Fortunato
Plastino Vincenzo
Prezzolini Giuseppe
Provenzal Dino
Ricci Umberto
Ridola Domenico
Rigillo Michele
Rije Vincenzo
Ripandelli Gennaro
Sindaco di Melfi nel 1908-9.
Rispoli Ciasca Carolina
Robe Francesco
Presidente dell'Unione Democratica Progressista di Lavello.
Rosselli Nello
Roux Luigi
Rusconi Ettore
Ruta Enrico
Sacchi Ettore
Salandra Antonio
Salvemini Gaetano
Scaglione Emilio
Senise Tommaso
Serpieri Arrigo
Severini Federigo
Silva Pietro
Solimena Vincenzo
Solimene Domenico
Solimene Giuseppe
1879-1962. Storico locale lavellese, autore di monografie sulla chiesa vescovile e alcuni personaggi del suo paese, nonchè di drammi storici come Tempeste feudali (1924).
Sonnino Sidney
Stringher Bonaldo

domenica 30 settembre 2018

Il Mezzogiorno moderno. 7a. Il 1820-21 in breve

Nel 1820 in Europa si creò un binomio che sarebbe sfociato nella Rivoluzione del 1848 e si sarebbe protratto a lungo in Italia fino all’Unità, ossia quello tra Atteggiamento conservatore delle monarchie restaurate/Tendenze liberali tra il popolo.  

Ancora una volta, come in età napoleonica, l'iniziativa partì dalla Spagna dove, il 1º gennaio 1820, alcuni reparti concentrati nel porto di Cadice (non fu un caso) in attesa di essere imbarcati per l'America Latina, dov'erano stati stanziati per reprimere delle rivolte, si ammutinarono. In pochi giorni la rivolta si estese in altri reparti, rendendo vani i tentativi di repressione e costringendo il re a richiamare in vigore la costituzione liberale del 1812. 

La vittoria facile dei liberali spagnoli infiammò gli animi e nel luglio ebbe inizio il moto rivoluzionario di Napoli. Anche a Napoli, l'iniziativa spettò ai militari, i soli che, come suggerisce Vidotto, erano «in grado di minacciare seriamente la stabilità di troni e governi».  

Dopo un tentativo rivoltoso scoperto nel maggio a Salerno, il 1º luglio a Nola, un gruppo di soldati, guidati da due ufficiali, Morelli e Silvati, si ammutinò e unendosi ai rivoltosi Salernitani chiesero che nel regno venisse applicata la Costituzione di Spagna del 1812. La rivolta dilagò in provincia cogliendo anche l'assenso di altri reparti, come quello comandato dal generale Guglielmo Pepe che si mise a capo della rivolta. Nel contempo anche in Sicilia dilagò il moto, sponsorizzato e fomentato dai fidi dei Borboni, gli Inglesi, che assunse tratti separatisti, come sempre, del resto, nella parte insulare del Regno. 
La mancanza di coesione, quindi, del popolo rivoltoso, data la molteplicità di interessi e l'intervento austriaco, furono le cause del fallimento del moto che, dopo i richiami fatti dal Metternich al re “pusillanime e spergiuro” (definito così da questo momento da parte del popolo per aver ritirato la parola data oltre che la costituzione), si concluse con la sconfitta degli eserciti rivoluzionari nella battaglia di Rieti - Antrodoco e le condanne a morte dei sostenitori del moto, con notevoli strascichi anche in Basilicata. 

Nella nostra provincia, infatti, già il 28 agosto 1818 si era tenuta una Assemblea Carbonara Lucana a Potenza, presieduta da Egidio Marcogiuseppe. Due anni dopo, nel giugno 1820, sempre a Potenza, si era tenuta un'ulteriore assemblea della rete di «Vendite» carbonare presenti nella provincia, sfociata, il 6 luglio 1820, nella pubblicazione, da parte del Senato della Regione della Lucania Orientale, di una Dichiarazione in nome di Dio e sotto gli auspici  della Nazione Napoletana, con la promessa di diminuzione delle imposte fondiarie ed esortazione a giurare fedeltà al sovrano ed alla Costituzione.
Quattro giorni dopo, Egidio Marcogiuseppe fece pubblicare il «Giornale patriottico della Lucania Orientale», edito fino al 13 marzo 1821.
Il 10 agosto, una ulteriore assemblea del Popolo Carbonaro della Lucania Orientale, con dichiarazione pubblica indirizzata al Duca di Calabria e Vicario Generale del Regno di Napoli, il futuro Francesco I, faceva entrare ufficialmente la Basilicata nelle elezioni per il Parlamento Nazionale delle Due Sicilie, tenutesi il 3 settembre, con l'elezione di Domenico Cassino di Moliterno, Carlo Corbo di Avigliano, Innocenzo De Cesare di Craco, Gaetano Marotta di Trecchina, Paolo Melchiorre di Lauria, Francesco Petruccelli di Moliterno, Diodato Sansone di Bella, Diodato Sponsa di Avigliano.
Con il precipitare degli eventi a Napoli, il 28 gennaio 1821, dopo la Convocazione del Parlamento Nazionale delle Due Sicilie e la dichiarazione di guerra all’Austria che aveva deciso l’occupazione del Mezzogiorno d’Italia, le truppe dei Legionari lucani, al comando di Diodato Sponsa, mossero verso il Lazio per congiungersi all’Armata del generale Guglielmo Pepe.
Dopo Antrodoco, il 21 aprile 1821 si ebbero ancora tentativi insurrezionali, come quelli dei capitani Giuseppe Venita e Domenico Corrado a Tito e Vignola (Pignola).
L'esercito austriaco entrato a Napoli si spinse fino in Basilicata: il 30 agosto, a Potenza, Laurenzana e Calvello, furono istituite quattro corti marziali, una delle quali presieduta dal maresciallo Philip Roth. Esse, tra il 13 marzo e il 10 aprile 1822, decretarono l'esecuzione, dopo processo sommario, dei protagonisti lucani dei moti insurrezionali, tra i quali Domenico Corrado, Giuseppe Venita e Carlo Mazziotta.

giovedì 20 settembre 2018

La Basilicata contemporanea. 23. I corrispondenti di Giustino Fortunato. I A-D

Con questo post, iniziamo una serie di schede relative ai circa cento corrispondenti di Giustino Fortunato, che elencheremo in ordine alfabetico e con link relativi alla biografia di ciascuno. Laddove il link non sia presente, inseriremo una breve scheda biografica del personaggio in questione.

Abba Giuseppe Cesare
Albertini Alberto
Albertini Luigi
Albini Decio
Nato a Napoli l'11 maggio 1865, figlio del patriota Giacinto, morto nel 1923. Autore di numerosi saggi sul Risorgimento in Basilicata.  
Amendola Giovanni
Ansaldo Giovanni
Azimonti Eugenio
Biagi Vittorio
Bodio Luigi
Bonomi Ivanoe
Catenacci Giuseppe
Cefaly Antonio
Ciasca Raffaele
Ciccotti Ettore
Corapi Luigi
1849-1941. Nacque il 23 marzo 1849 a Catanzaro da Filippo. Amico di Fortunato fin dal 1862, quando entrambi furono allievi del collegio napoletano degli Scolopi a San Carlo alle Mortelle.
Cotugno Raffaele
Croce Benedetto
De Giorgi Cosimo
De Pilato Sergio
De Sanctis Gaetano
Del Secolo Floriano
Di Marzo Donato
Dorso Guido

giovedì 13 settembre 2018

Paesi lucani. 41c. 3. Atella nel 1642

La Terra di Atella stà situata nella Provincia di Basilicata, distante dalla Città di Napoli capo del Regno per la strada di Avellino, Ponte di Bovino, Ascoli, Melfi, e Barile miglia 112, e per la strada di Salerno, montagne, boschi miglia 160; distante dalla marina di Salerno miglia 40. Da Barletta miglia 40. Da dove risiede la Regia Udienza miglia 52. Dalla città di Molfetta miglia 80. Dalla città di Melfi miglia 8. Da Rapolla miglia 6. Da Barile miglia 4. Dalla città di venosa miglia dodeci; da Avigliano miglia 10. Da San Fele e Ruvo miglia 6. Da Ripacandida miglia quattro in circa.

FONTE: Apprezzo della Terra di Atella e suo Casale Rionero fatto dal Tavolario Honofrio Tanga nell'anno 1642 a' 14 giugno, Napoli, Laurenziana, 1988, p. 11.