Tuttavia, per contrasti politici, Troyli fu privato della dignità di abate: infatti, avendo contribuito in modo determinante, nel 1736, a staccare il monastero del Sagittario dai Cistercensi di Calabria e condottolo sotto quelli di Toscana, venne accusato di malversazioni dai confratelli calabresi e costretto a chiudersi nel convento di Santa Maria di Realvalle a Scafati, nel 1740. Qui, nominato Teologo della Città di Napoli, morì nell’aprile 1757.
L'opera a cui è soprattutto legato il suo nome è una ponderosa Istoria generale del Reame di Napoli, composta e pubblicata tra il 1748 e il 1754. L'opera, in 5 volumi, risulta oltremodo erudita, ancorché, come già gli si rimproverava all'uscita, notevolmente farraginosa, anche se spicca per completezza informativa a livello geografico ed erudito: il primo volume, diviso in due tomi, contiene una descrizione geostorica del Regno che sembra precorrere quella, ben più vasta, di Lorenzo Giustiniani; il terzo tomo si occupa della storia medievale fino a Ruggero I; nel tomo IV vengono affrontati i temi della "polizia" ecclesiastica e del governo regio; infine, nell'ultimo tomo, sono contenute scarne biografie dei sovrani di Napoli da Ruggero I a Carlo di Borbone.
BIBLIOGRAFIA
Su Troyli manca ancora una bibliografia, per cui si ricorre ancora a F. SORIA, Memorie storico-critiche degli storici napolitani, In Napoli, Nella stamperia Simoniana, 1781-82, vol. III, pp. 600-607.

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