mercoledì 12 giugno 2013

Paesi lucani. 7. Montalbano in età moderna. 1. Qualche cenno

Montalbano si connota per la sua posizione strategica, su un’ampio colle che si eleva per 292 metri sul livello del mare e dista dallo Ionio 22 chilometri.
Il castello fu il primitivo nucleo intorno al quale sorse l’agglomerato urbano e ne rimase il centro di potere e di aggregazione lungo tutto il ciclo della modernità; cresciuta, comunque, la popolazione, Montalbano aveva allargato il proprio abitato oltre la cinta delle mura, anche grazie ad un’espansione economica notevole, dovuta alla fertilità delle sue terre.

1601
1622
1671
1675
1703
1736
1798
1805
Abitanti
3.020
2.395
1.085
1.085
1.085
3.000
2.536
2.600


Nel XV secolo, e più precisamente nel 1463, Montalbano era passata ai Sanseverino. Con la rovina della famiglia Sanseverino, il feudo fu messo in vendita «ad asta pubblica» nel 1573 ed acquistato da Garcia de Toledo, la cui famiglia acquisì giurisdizione feudale sull’abitato con il titolo di principi. Dopo i Toledo, il feudo montalbanese era passato agli Alvarez de Medina Sidonia, che lo avrebbero mantenuto fino all’età napoleonica.
La notevole importanza di snodo viario ed economico ricoperta da Montalbano fu, nella prima metà del Settecento, la sosta di Carlo di Borbone nel 1735: infatti il sovrano, che avrebbe potuto proseguire da Policoro per Rocca Imperiale, invece si fermò nel centro ionico, accoltovi in modo festoso ed entusiastico. Di conseguenza, il sovrano, per dimostrare la sua soddisfazione per l’accoglienza ricevuta, il 23 gennaio 1735 concesse all’Università di Montalbano il titolo di città. Nell’ambito delle diocesi basilicatesi, Montalbano, tra l’altro, rientrava nella diocesi di Tricarico, una delle più estese della provincia, il che dimostra come anche il potere ecclesiastico percepisse l’importanza del centro ionico per il controllo degli snodi della costa.

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