Cfr. D. DEMARCO, Il Banco di Napoli. L’archivio storico. La grammatica delle scritture, Napoli, ESI, 2000; R. FILANGIERI, I Banchi di Napoli. Dalle origini alla costituzione del Banco delle Due Sicilie (1539-1808), Napoli Tipografia degli Artigianelli, 1940; C. MAIELLO, La crisi dei banchi pubblici napoletani. 1794-1806, Genève, Librairie Droz, 1980; E. DE SIMONE, Il Banco della Pietà di Napoli. 1734-1806, Napoli, Arte Tipografica, 1987; P. AVALLONE, Stato e banchi pubblici a Napoli a metà del ‘700. Il Banco dei Poveri: una svolta, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1995; C. MAIELLO, L’indebitamento bancario della nobiltà napoletana nel primo periodo borbonico (1734-1806), Napoli, Istob, 1986; E. NAPPI, Banchi e finanze della Repubblica Napoletana, Napoli, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Arte Tipografica, 1999; D. CICCOLELLA-L. DI MATTEO (a cura di), Nei banchi pubblici napoletani. Repertorio dei titolari dei conti con maggiore movimentazione tra il 1734 e il 1804, Napoli, Cnr edizioni, 2021.
Un blog sulle "microstorie" della Basilicata e sulla Storia che ad esse si intreccia.
giovedì 26 marzo 2026
Bibliografie essenziali. 46. I Banchi di Napoli
Tra la fine del secolo XVI e il 1640, erano sorti a Napoli ben otto “banchi pubblici”, in seno ad altrettante opere pie, tranne uno: il Monte e Banco della Pietà (1584), il Monte e Banco dei Poveri (1606), il Banco della Santissima Annunziata o Ave Gratia Plena (1587), il Banco di Santa Maria del Popolo (1589), il Banco dello Spirito Santo (1590), il Banco di Sant’Eligio (1592), il Banco di San Giacomo e Vittoria (1597); ultimo in ordine di tempo, per iniziativa degli amministratori della gabella della farina, il Banco del Santissimo Salvatore (1640, diventato pubblico nel 1661). Il Banco dell’Annunziata fallì nel 1702.
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Tra la fine del secolo XVI e il 1640, erano sorti a Napoli ben otto “banchi pubblici”, in seno ad altrettante opere pie, tranne uno: il Mont...
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