giovedì 23 gennaio 2020

La Basilicata contemporanea. 33. Eugenio Azimonti in Val d'Agri

In agro di Marsicovetere, all'inizio del XX secolo, operava Eugenio Azimonti, lombardo di nascita e lucano di adozione, nato a Cerro Maggiore, in provincia di Milano, il 31 dicembre 1878. In questo periodo, infatti, l’attuazione della legge speciale sul Mezzogiorno voluta da Zanardelli dopo la ricognizio-ne sul campo in Basilicata comportò anche per Marsicovetere una svolta decisa e netta per la modernizzazione soprattutto nella predisposizione di programmi organici di sviluppo per la difesa del territorio e la bonifica, nonché l’utilizzazione di risorse come boschi e acque. Uomini come Pasquale Indrio, Eugenio Azimonti, Nicola Miraglia si impegnarono in questi settori. 
Azimonti si inserì, infatti, in quella schiera di tecnici che operarono nel Mezzogiorno e per esso, contribuendo allo sviluppo dell'agricoltura . Proprio Azimonti introdusse l'allievo Manlio Rossi-Doria in casa di Giustino Fortunato, da cui sarebbe partito per approdare ad una radicale revisione dei metodi di analisi della nostra agricoltura e, più in generale, dei problemi del Mezzogiorno concretizzatasi in seguito con la costituzione, a Portici, del Centro di specializzazione e ricerche economi-co-agrarie per il Mezzogiorno. 
Del resto molti anni dopo, Rossi-Doria avrebbe commentato la sua amicizia con Azimonti: «So di avere avuto in lui più che un maestro e di aver maturato in Val d'Agri l'apertura necessaria a comprendere anche gente diversa da me» . 
Azimonti rimase molto colpito dal viaggio del bresciano Giuseppe Zanardelli in Basilicata nel 1902 e, nel 1905, accettò l'incarico di Direttore della Cattedra di Potenza e operò negli ambienti meridionali, dove prestò la sua opera di tecnico, agricoltore, politico e meridionalista per circa un quarto di se-colo. Si stabilì nella frazione di Pedali, l’odierna Villa d'Agri. Qui costituì una propria azienda agraria e iniziò le collaborazioni con «L'Unità» di Salvemini e il quindicinale napoletano «L'Agricoltore del Mezzogiorno». 
Con l’azienda agraria sperimentò ed accrebbe le conoscenze tecnico-pratiche: «prese in fitto e diresse la grande azienda agraria dei baroni Piccininni e alloggiò nel palazzo che era già stato dei Filangieri, dei Caracciolo e, poi, dei De Palma» . Egli stesso, nel 1909, si sarebbe occupato di indagare le condizioni seguenti all’emigrazione in specifica in-chiesta, pubblicata nel 1909 in qualità di delegato tecnico, in cui agli analizzava le condizioni del territorio e dell’economia agricola in base alla ricerca sul campo . 
La relazione Azimonti sulla Basilicata è stata tenuta presente nelle successive inchieste pubbliche e private di carattere agrario, sociologico e demologico, sia per la suddivisione zonale della regione, sia per la descrizione particolareggiata delle condizioni di vita e di lavoro dei contadini .
Tale ricerca sfociò, come detto, nella collaborazione a riviste, tramite la quale Azimonti diede maggiore incisività a quella che considerò sempre una missione, ossia liberare, di fatto, l'agricoltura del Mezzogiorno dall’immobilità ed inefficienza che gli venivano attribuite, dimostrando, con i fatti, che dietro la sua arretratezza si celavano fattori ben più seri .
A Marsicovetere, nel 1924, su insistenza del prefetto Spadavecchia, Eugenio Azimonti accettò dapprima di ricoprire la carica di commissario prefettizio e, due anni dopo, accettò di divenire podestà di Marsicovetere , carica che mantenne fino al 1930. In quell’anno, infatti, Azimonti si dimise per evitare ulteriori inasprimenti nella già calda lotta tra fazioni e notabili del paese. Tuttavia, in quello stesso 1930, la casa di Azimonti a Pedali e l’abitazione del nuovo podestà furono sottoposte a perquisizione per rinvenire carte e lettere riguardanti Rossi Doria, appena condannato a quindici anni di carcere per propaganda comunista: Rossi Doria, infatti, era stato ospite di Azimonti nelle estati dal 1926 al 1929 . La perquisizione non diede esito e, anzi, Azimonti ne uscì come un personaggio «di ordine e molto equilibrato», esponente, come detto, di quei «cultori di agraria e tecnici agricoli» che aveva dato vita ad un «fondo modello» .

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE:
Inchiesta parlamentare sulle condizioni dei contadini nelle province meridionali e nella Sicilia, V. Basilicata e Calabria, t. 1, Basilicata, Relazione del delegato tecnico Eugenio Azimonti, Roma, Ber-tero, 1909.
M. Rossi-Doria, La gioia tranquilla del ricordo. Memorie, 1905-1934, Bologna, Il Mulino, 1991.
R. Giura Longo, Dall’Unità al fascismo, in G. DE ROSA-A. CESTARO (a cura di), Storia della Basilicata, 4. L’Età contemporanea, a cura di G. De Rosa, Roma-Bari, Laterza, 2002.

2 commenti:


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