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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2013

Una panoramica del 2013 sul blog: Grazie a tutti e buon 2014!

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E nel presentare, dieci mesi dopo, i risultati lusinghieri di questo piccolo blog, mi sembra doveroso augurare ai nostri "5 lettori" un BUON 2014! Auguri!

Andrea Federici di Tito, studioso di diritto

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FONTE: L. GIUSTINIANI, Memorie istoriche degli scrittori legali del regno di Napoli, Napoli, Simoniana, 1787, t. II, pp. 7-8.

I discorsi dell'Intendente Andrea Lombardi (1836)

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(cliccare sull'immagine per accedere al testo)

Enrico Pani Rossi e la sua descrizione della Basilicata

Enrico Pani Rossi (Faenza, 1835 – dopo il 1886), sottoprefetto a Melfi ed a Perugia, fu eletto deputato per la XV Legislatura nell'elezione del 29 ottobre 1882 nel collegio di Viterbo. Al termine del suo mandato in Basilicata nel 1866, iniziato due anni prima, Pani Rossi nel 1868 pubblicò il libro La Basilicata libri tre, studi politico amministrativi e di economia publica, in cui faceva tesoro dell’approfondita conoscenza della provincia maturata durante il suo incarico. Nell’introduzione, indirizzata esplicitamente a Gaspare Finali, allora Segretario Generale delle Finanze, l’autore esplicitava l’obiettivo della sua pubblicazione: egli notava come le leggi di governo non considerano affatto le singole diversità regionali, facendo sì che le disparità si acuissero ancor più dato che condizioni diverse venivano trattate allo stesso modo. Pertanto, Pani Rossi sostenne che al governo bastasse non conoscere i problemi delle singole realtà regionali per cancellarli; al contrario, nella…

Il sacco di Vaglio del 1861

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Quelli che avevano fatto la Rivoluzione del 1860 erano uomini abituati ad agire e pronti ad intraprendere la difesa dei propri progetti in una vera e propria guerra civile, nella quale gli interessi e gli odi di parte si mescolarono ad “imprese” efferate, che di nobile e di patriottico non avevano nulla e che nella stessa, ampia, documentazione sono indicate come compiute da «evasi dalle carceri o portati dalla violenza e ferocia a comandare gli altri». Una naturale smitizzazione del brigantaggio, dunque, fondata su una solida e seria ricerca sui documenti che, soli, possono restituire l’immagine oggettiva ed obiettiva del “fenomeno brigantaggio”, aldilà delle scritture romanzate e romanzesche e di inopportune mitizzazioni di figure e sfondi. Fenomeno che, come ricostruito da Maria Antonietta De Cristofaro in un suo recente libro sul sacco di Vaglio del 1861, assunse forme convulse, come risulta dal tam tam di lettere tra i sindaci dell’area dell’hinterland del capoluogo della provin…

Paesi lucani. 10. Acerenza e i suoi feudatari in età moderna

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Sorta sui cigli e nei fianchi di una rupe di tufo calcareo, Acerenza aveva una posizione importante dal punto di vista strategico, che dominava le antiche vie consolari e metteva in diretta comunicazione la Basilicata e la Capitanata. Oltre alla posizione strategica, la città bradanica si era posta, fin dal X secolo, come centro di aggregazione, grazie al fatto che Alessandro II aveva elevato Acerenza al rango di sede metropolitica, comprendente le città di Venosa, Montemilone, Potenza, Tolve, Tricarico, Montepeloso, Gravina, Matera, Oblano, Turri, Tursi, Latiano, San Chirico, Oriolo. L’arcidiocesi aveva, tuttavia, registrato una fase di crisi tra la fine del XII e l’inizio del XII secolo, nel passaggio dalla dominazione normanna a quella sveva, conclusasi con l’elevazione di Matera a sede arcivescovile di dignità pari ad Acerenza, pur se la città continuava ad essere centro amministrativo della metropolia ed all’arcivescovo acheruntino era concesso il privilegio di decidere le varia…

Risorgimento lucano. 13. Un sacerdote patriota: Nicola Mancusi di Avigliano

Cultura e pratica politica non furono le cifre del solo Risorgimento propriamente detto. Gli eventi del novembre 1861 lo dimostrano chiaramente.  Uomini e progetti continuarono ad andare avanti con costanza anche negli anni difficili immediatamente posteriori all’Unità; anni nei quali bisognò riconfigurarsi, non senza dolorose rinunce e non senza disinvolte ricollocazioni politiche e nei quali fenomeni eversivi trovarono in campo, pronti alla difesa di quanto raggiunto, gli uomini della rivoluzione per l’Unità. Oggi l’ampia ed articolata documentazione disponibile negli archivi, pubblici e privati, permette di ricostruire e leggere in modo nuovo fenomeni poco o superficialmente indagati come, appunto, le forme del legittimismo e dell’«antirivoluzione», a partire dai giorni del Plebiscito del 1861. Forme, queste, che sarebbero sfociate in quella vera e propria guerra civile rappresentata dal brigantaggio, che nel territorio di Basilicata ebbe forme endemiche e notevolmente cruente. Ba…

Giuseppe Forlenza, l'oculista di Napoleone (G. Salinardi)

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Nato da Felice e Vita Pagano, Giuseppe Forlenza proveniva da una famiglia di medici: suo padre e i suoi zii Sebastiano e Giuseppe erano barbieri-chirurghi e flebotomisti di fiducia dei baroni Capece Minutolo di Ruoti. Venne mandato a frequentare il catechismo a Ruoti, in una scuola fondata dalla nobile famiglia e qui conobbe il principe Ferdinando Capece Minutolo, che ammirò l'interesse del giovane per gli studi. Qualche anno dopo, a causa di problemi economici familiari, il principe gli assegnò un vitalizio per poter continuare gli studi a Napoli, frequentando corsi di chirurgia e, una volta terminati, fece viaggi d'istruzione in Sicilia, Malta e alcune isole della Grecia. Successivamente, Forlenza emigrò in Francia, divenendo allievo di Pierre Joseph Desault. Soggiornò due anni in Inghilterra, maturando esperienze presso il St.George's Hospital di Londra, diretto da John Hunter, e viaggiò anche in Olanda e Germania. Di ritorno in Francia, fu proprio Desault a sollecitar…