Guglielmo Gasparrini, botanico di Castelgrande

Guglielmo Gasparrini nacque a Castelgrande il 13 gennaio 1804 da Angelo Maria e Isabella Federici. Compì gli studi elementari a Castelgrande e poi, quindicenne, fu inviato a Napoli, a spese della provincia natale, nel collegio di medicina veterinaria. Questo però, nel 1821 fu chiuso per ragioni politiche e il Gasparrini, già molto interessato alla botanica, fu nel frattempo ospitato da Michele Tenore presso l'Orto botanico di cui era fondatore e direttore. Quando il collegio fu ripristinato, il Gasparrini poté farvi ritorno e nel maggio del 1823 vi si laureò veterinario con la nomina di botanico senza diploma. Dopo un breve soggiorno ancora nel paese natale, tornò all'Orto napoletano per proseguire gli studi botanici.
Qui strinse amicizia con G. Gussone, che seguì poi nel 1824 per coadiuvarlo nella direzione dell'Orto botanico di Boccadifalco presso Palermo, fondato come Reale Giardino botanico nel 1818 da re Ferdinando I. Anche altre ville e parchi reali, per le dimensioni e per la qualità delle specie raccolte, di fatto divennero luoghi di ricerca per i botanici.
Collaborò con il Gussone nell'erborizzazione del territorio siciliano e nella successiva compilazione della flora siciliana, nella quale l'autore cita quasi ad ogni pagina il contributo del Gasparrini. Del resto anche nella Flora Italica di A. Bertoloni il Gasparrini fu ricordato più volte per la sua partecipazione attiva all'opera sistematica dei botanici italiani. Nel 1827 il Gasparrini fu nominato direttore aggiunto di Boccadifalco e poi, quando il Gussone si trasferì a Napoli con l'incarico di curare i giardini reali, con altro decreto regio del 10 aprile 1828 ne divenne il direttore effettivo. In quel periodo dedicò a quell'Orto le Osservazioni intorno ad alcune piante nuove e rare. Nel 1831 fu abolito l'Orto di Boccadifalco e il Gasparrini fu costretto a tornare a Napoli, dove ottenne l'incarico di botanica e di aiuto in clinica nella scuola veterinaria diretta da F. De Nunzio. Nel marzo 1833 conseguì la laurea in scienze fisiche e naturali all'Università di Napoli. Nel '37, per decreto, fu nominato agronomo del Demanio pubblico di Napoli, finché nel '44 vinse la cattedra di professore aggiunto di botanica all'università. Noto per le sue idee liberali, quando nel '48 fu istituito il governo costituzionale, fu nominato da Antonio Scialoja, ministro dell'Agricoltura, capo del II ripartimento del ministero di Agricoltura e Commercio. In tale veste propose l'insegnamento dell'agraria nelle province del Regno delle Due Sicilie.
Passata quella fase politica, nell'aprile del 1852, con nota della prefettura di polizia, fu accusato di sedizione e destituito con la perdita dello stipendio e della pensione dell'Orto di Boccadifalco. Ma a differenza del re Ferdinando II, che pare gli fosse ostile e che gli attribuiva a demerito anche le proposte fatte per l'istruzione agraria nel territorio napoletano, Luigi di Borbone, conte di Aquila, fratello del re  e G. B. Di Capua, duca di Mignano, lo stimavano e proteggevano tanto che alla fine, anche per il tramite di R. de Visiani, nel 1857, il Gasparrini fu nominato dal governo lombardo-veneto professore straordinario a Pavia di botanica superiore, divenendo l'anno successivo professore definitivo.
La cattedra era stata istituita per la prima volta in Italia per separare l'insegnamento della fisiologia e anatomia dalla pura sistematica, come già era in uso in altre università europee; l'Università di Pavia, restaurata e rinnovata dagli imperatori d'Austria Maria Teresa e Giuseppe II, era una delle poche italiane che risentisse della cultura centroeuropea.
A lato della cattedra il Gasparrini fondò il laboratorio di anatomia e fisiologia vegetale, considerato il primo in Italia. Aveva portato con sé da Napoli l'erbario, più tardi acquistato dal governo per l'Università pavese, ricco di 4000 specie rappresentanti la flora dell'Italia meridionale, della Sicilia e in piccola parte quella esotica. Dall'ottobre del 1858 il Gasparrini fu rettore magnifico e si prodigò nell'aiuto ai feriti delle battaglie del '59. In quel periodo poté compiere qualche viaggio a scopo scientifico a Parigi, Londra e Ginevra. Nell'ottobre del '60 il governo prodittatoriale di Napoli finalmente lo nominava professore incaricato di botanica nella locale Università con la direzione dell'Orto, e poi titolare nel novembre dell'anno successivo alla morte di Tenore.
Lasciata quindi Pavia il Gasparrini iniziò il 9 novembre 1861 l'insegnamento a Napoli e lo mantenne fino alla morte, che avvenne in quella città il 28 giugno 1866. Con testamento pubblico aveva destinato lasciti in denaro al Consorzio nazionale, alla Scuola veterinaria e all'Accademia di scienze di Napoli.

FONTE: Voce di M. ALIPPI CAPPELLETTI in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1999, vol. 52

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