martedì 20 agosto 2013

Michele Lacava, medico, cronista e polemista

Nato dal dottore in utroque jure Giuseppe Domenico e da Brigida Francolino, da giovane studiò lingua italiana, latina e matematica ed ebbe come tutore lo zio sacerdote Pietro Lacava. Nel 1856 si trasferì a Napoli, dove studiò lettere nella scuola di Bruto Fabbricatore, filosofia e fisica dal professor Palmieri, chimica sotto i professori Guarini e Cappa, scienze naturali e medicina all’università.
Tra il 1859 e il 1860 fu cooperatore con suo fratello Pietro per lo scoppio dell’insurrezione lucana, con il grado di tenente d’ordinanza sotto il colonnello Camillo Boldoni; fu poi egli stesso generale e prestò regolare servizio sotto Garibaldi e, nominato luogotenente per la Brigata Corte, partecipò ai combattimenti tra il 2 e il 31 ottobre 1860.
Si laureò in medicina nel 1861, perfezionandosi in chirurgia l’anno successivo e, tornato a Corleto Perticara, vi esercitò la professione per 12 anni, entrando, poi, nell’amministrazione del Banco di Napoli; rivestì gli incarichi di cassiere a Potenza, poi di ispettore della sede di Milano e in quella di Bari, per poi essere direttore della succursale di Potenza e, ancora, fu ancora ispettore della dipendenza di S. Giacomo e Direttore del Tesoro Centrale del Banco.
Nel 1866 tornò a prendere parte servizio militare e combatté contro l'Austria militando di nuovo sotto il generale Garibaldi, al quale, in quanto medico, medicò le ferite che si procurò nella pineta di Ravenna. Come luogotenente medico, installò a Vestone un ospedale dove curò i feriti italiani e austriaci e, finita la guerra, iniziò a dedicarsi all’attività letteraria, pubblicando, nel 1867, Le Nazionalità Europee; successivamente scrisse vari articoli circa l’igiene dei contadini lucani sul giornale scientifico Lucania Medica.
Nel 1874 fu consigliere provinciale del mandamento di Calvello, e per i successivi vent’anni fece parte del consiglio provinciale di Basilicata, promuovendo il ripristino del nome Lucania. Sempre nell’ambito del Consiglio provinciale, portò all’attenzione pubblica le diverse problematiche che affliggevano la Basilicata, pubblicando opuscoli riguardanti la viabilità, la sanità, le opere pie, e lo stato delle ferrovie.
Nel 1876 venne nominato ispettore degli scavi di Metaponto, promuovendo il restauro del tempio di Minerva e tentando invano di creare un museo in Potenza per raccogliere tutti i reperti rinvenuti, che finirono a Napoli. Il Lacava intraprese studi anche su altre antichità lucane, rinvenendo numerose antiche città italiche sui monti della regione e dei territori limitrofi. Tra tutte, si ricorda, nel 1891, la definitiva localizzazione di Blanda Julia nella campagna di Tortora, in provincia di Cosenza.
Nel 1880 accompagnò il francese François Lenormant nella sua escursione archeologica nell’Italia meridionale. Dal 1885 al 1886 fu direttore della "Lucania Letteraria".
Nel 1890 diede alle stampe la celebre Cronistoria documentata dell’insurrezione di Basilicata del 1860, un imponente volume che raccoglie una grande quantità di documenti circa la rivoluzione a cui lo stesso Lacava prese parte. Nel 1891 pubblicò una monografia sulla figura di Mario Pagano, in occasione dell’erezione di un monumento a lui dedicato a Brienza.
Morì nel 1896 a Torre del Greco, lasciando incompiuta la sua ultima opera, dedicata al fenomeno del brigantaggio. I solenni funerali si tennero a Corleto Perticara il 24 agosto.

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