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Visualizzazione dei post da Agosto, 2013

Storici Lucani. 6. Michele Lacava, medico, cronista e polemista

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Nato dal dottore in utroque jure Giuseppe Domenico e da Brigida Francolino, da giovane studiò lingua italiana, latina e matematica ed ebbe come tutore lo zio sacerdote Pietro Lacava. Nel 1856 si trasferì a Napoli, dove studiò lettere nella scuola di Bruto Fabbricatore, filosofia e fisica dal professor Palmieri, chimica sotto i professori Guarini e Cappa, scienze naturali e medicina all’università. Tra il 1859 e il 1860 fu cooperatore con suo fratello Pietro per lo scoppio dell’insurrezione lucana, con il grado di tenente d’ordinanza sotto il colonnello Camillo Boldoni; fu poi egli stesso generale e prestò regolare servizio sotto Garibaldi e, nominato luogotenente per la Brigata Corte, partecipò ai combattimenti tra il 2 e il 31 ottobre 1860. Si laureò in medicina nel 1861, perfezionandosi in chirurgia l’anno successivo e, tornato a Corleto Perticara, vi esercitò la professione per 12 anni, entrando, poi, nell’amministrazione del Banco di Napoli; rivestì gli incarichi di cassiere a Pot…

Risorgimento lucano. 11. Giacinto Albini: primo governatore di Basilicata

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Giacinto Albini nacque a Napoli il 4 marzo 1821 da Gaetano, ostetrico e chirurgo proveniente da Montemurro (Potenza), e da Elisabetta Morgigno. In quella città conseguì nel 1843 la laurea in utroque iure,e dopo il 1845 apri una scuola di giurisprudenza e letteratura, avendo conseguito l'abilitazione all'insegnamento per tali discipline. Di tale periodo ci restano una raccolta di versi, Ore poetiche (Napoli 1845)e un Corso teorico-pratico di lingua latina (Napoli 1850).Nello stesso tempo, l'Albini iniziò l'attività politica, affiliandosi giovanissimo alla carboneria; è invece da escludersi la sua iscrizione alla Giovine Italia, sostenuta da alcuni suoi biografi, ma contraddetta sia dai documenti relativi alla sua attività, sia dagli atteggiamenti che assunse dal 1848 al 186o. Distintosi sulle barricate di Napoli del 15 maggio 1848, fu successivamente tra i fondatori di una società segreta carbonico-militare, che, sulla scia della tradizione del 1820, si prefiggeva di op…

Ferdinando Petruccelli della Gattina, da Moliterno per l'Europa

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Nato a Moliterno, in Basilicata, il 28 agosto 1815, Ferdinando Petruccelli aggiunse, in seguito, "della Gattina" (nome di una sua proprietà) al suo cognome al fine di evitare la polizia borbonica che lo avrebbe perseguitato per motivi politici. Il padre Luigi era un medico e membro della Carboneria, mentre sua madre Maria Antonia Piccininni era una nobildonna di Marsicovetere. Cresciuto negli ambienti religiosi, per gli abusi ricevuti da bambino avrebbe sviluppato un forte anticlericalismo che si riflette nelle sue opere. Durante la sua giovinezza, si dedicò allo studio del latino e del greco: in seguito, frequentata l'Università di Napoli, laureandosi in medicina, scelse la via del giornalismo. Nel 1838, iniziò la sua carriera per il giornale Omnibus e, nel 1840, viaggiò in Francia, Gran Bretagna e Germania come corrispondente per il "Salvator Rosa" e il "Raccoglitore fiorentino". A causa delle sue idee liberali, fu arrestato per la sua appartenenza…

La Basilicata napoleonica. 5. I materani commentano l'elevazione di Potenza a capoluogo (1811)

Matera Città caduta nell’avvilimento, e desolazione sotto il duro giogo della passata occupazione militare, in cui non regnava, che lo spirito di rovesciare tutti i sistemi adottati dalla legittima Dinastia, non sa più vedersi languire senza i Tribunali, e le altre Autorità provinciali, delle quali era stat’antica fede. Cerca risorgere or che vede ristabilito il Trono di un Sovrano tanto protetto da Dio; e scomparso finanche dal Mondo colui, che non esisteva se non per procurar stragi e rovine. La Sua Causa tocca l’interesse di una numerosa popolazione che si volle perdere in odio di aver adempito al proprio dovere nelle circostanze più calamitose, spiegando una costante fedeltà, ed attaccamento a favore del vero Re. Tocca l’interesse di trecentomila sudditi che compongono la Basilicata, e che isdegnano di aver Potenza per Capitale. Le voci di tanti meritano di essere a preferenza ascoltate, e lo sperano dalla Clemenza di un Principe da essi adorato come Sovrano, ed amato più che Pad…

Quinto Orazio Flacco. 1. Una visione a volo d'uccello

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Orazio nacque a Venosa da padre libertinus nel 65 a.C., come egli stesso dice, e fu educato a Roma, dove ebbe come primo maestro Orbilio; compiuti i vent'anni si recò ad Atene, a completare gli studi retorici.  Prima o dopo questo viaggio fu forse in Campania, dove venne in contatto con il circolo epicureo di Filodemo, in cui compì l'esperienza filosofica che rimase fondamentale nella sua vita; e certamente subì anche l'influsso del poema dottrinale di Lucrezio. In Atene aderì al mondo dei giovani romani che vi studiavano, e alle idee repubblicane e anticesariane tra loro diffuse. Perciò, dopo l'uccisione di Cesare, militò sotto Bruto come tribunus militum. Dopo Filippi rinunciò all'idea repubblicana, che rimase per lui solo un ricordo e un sogno della giovinezza. Dalla delusione morale e politica gli derivò una sottile amarezza che gli rimase poi sempre; per vivere si adattò al mestiere di scriba questorio, mentre proseguiva nell'approfondimento della pratica…

Paesi lucani. 9. Pescopagano: una breve descrizione

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PESCOPAGANO, terra in provincia di Basilicata  in diocesi di Соnza. Е' situata sopra di un monte. Già altrove fu detto che la voce Pesca ne' tempi di mezzo, volle indicare un castello edifícato su di un monte. Questo paese è assai dominate da' venti. In un luogo, che chiamano Idolari per esservisi ritrovati appunto diversi idoletti, spesso vi hanno ancora scavati delli marmi litterati poco o nulla curati, e fatti anzi quegli andare inconsideratamente a male. In uno fui assicurato , che vi si leggea SILVANO DEO. Sopra la sua porta detta Sibilia, vi è una statua a mezzo busto di pietra bianca, e vi si legge Januy, e dall'altra patte la Sibilla. Il suo castello è opera de' mezzi tempi. Nel suo territorio vi passa il fiume, che chiamano Guana, il quale va a scaricarsi nell'Ofanto. Le produzinni consistono in grano, granone, vino, ed oltre dell'agricultura, i suoi naturali al numero di circa 4000, sono addetti anche alla pastorizia. Non vi manca la caccia di le…

Carmine Crocco: un brigante, non un alfiere di libertà

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Nato a Rionero in Vulture (prov. di Potenza) il 5 giugno 1830 da Francesco, piccolo affittuario, e da Maria Gerardi, cardatrice di lana, ricevette da uno zio un'affrettata e modestissima istruzione, che lo mise in grado di leggere e scrivere stentatamente e a cui nondimeno egli attribuì, nell'autobiografia, l'origine della sua "smisurata tendenza a voler prevalere, a voler essere qualche cosa, sia pure un grande infame". Tale tendenza venne attizzata da un acre rancore contro la prepotenza signorile, che avrebbe provocato, secondo quanto narrò ancora il Crocco, lo sfacelo della sua famiglia; ma il suo racconto è reso poco credibile da amplificazioni dei fatti e da mere invenzioni, che s'ispiravano all'archetipo plurisecolare del contadino spinto a farsi brigante per vendicare gli oltraggi patiti e l'onore offeso. Come pastore e come contadino il Crocco lavorò dall'età di sei anni in diverse masserie della Puglia e della Basilicata, finché, nel mar…

L'antica Lucania. 9. Grumentum

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1. Grumentum, antica città della Lucania, era situata nel centro della regione e in posizione strategica importante nella valle del fiume Agri, antico Aciris. Entrò con i Lucani nella federazione romana. Con i Lucani passò ad Annibale nella seconda guerra punica, durante la quale Grumento è menzionata per la prima volta nel 215 a. C., per un fatto d'armi avvenuto lì presso fra Romani e Cartaginesi in cui i Cartaginesi avrebbero avuto la peggio; ma il fatto è di dubbia autenticità. In seguito, sembra che parteggiasse per Annibale, perché egli stabilì un accampamento (207) ai piedi della città. Anche questa volta avvenne uno scontro fra i Cartaginesi e i Romani, comandati dal console Claudio Nerone, finito favorevolmente per i Romani. Tornò quindi in potere dei Romani che ne fecero probabilmente una prefettura, annoverata dal Liber Coloniarum. Nell'età dei Gracchi vi fu dedotta probabilmente una colonia, retta da praetores duumviri. Durante la guerra sociale passò agl'Itali…

Materiali didattici. 6. Tra Calabria e Basilicata: proposte per una storia "globale"

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La zona nord-occidentale della Calabria è stata ampiamente indagata per quanto concerne l'antichità magno-greca e romana, nonché per il problema del brigantaggio; manca, tuttavia, uno studio d'insieme atto ad individuarne le caratteristiche in età moderna e, soprattutto, il carattere di "microstoria dinamica" che tale area presenta tra il Quattrocento ed il Settecento. In tal senso, bisogna partire proprio dall'assunto che la zona in questione, che giunge ad inglobare nei suoi processi evolutivi anche Maratea, presenti un costante carattere di dinamicità non ancora del tutto compreso ed indagato. Ciò in una visione volta ad evidenziare in primo luogo gli assetti urbani e rurali, partendo da quelle spie più macroscopiche dell'evoluzione storica che sono monumenti ed assetti urbanistici, per poi concentrarsi sulle istituzioni e sull'iconografia sacra, altro importante specchio dei cambiamenti socio-culturali. Un primo passo è quello di affrontare appunto l…

L'amministrazione del Regno di Napoli sotto gli spagnoli. 2. Le province

Il territorio del Regno era diviso in dodici province: Abruzzo Ultra, Abruzzo Citra, Terra di Lavoro, Contado di Molise, Capitanata, Principato Ultra, Principato Citra, Terra di Bari, Terra d'Otranto, Basilicata, Calabria Citra e Calabria Ultra. La Regia Corte contava, secondo la numerazione focatica, 481.512 fuochi, senza la città di Napoli e il suo distretto e la città di Benevento, enclave pontificia .
Ferdinando il Cattolico prima e Carlo V poi cercarono di trovare un corretto circuito amministrativo e giurisdizionale che potesse trasmettere alle periferie la volontà del potere centrale: nacquero, così, le Udienze Provinciali .
Napoli e la sua provincia, Terra di Lavoro, erano sotto la giurisdizione degli organi centrali, mentre alcune province erano comprese in un'unica udienza: infatti, inizialmente le udienze non erano più di sei, comprendendo Abruzzi, Capitanata e Contado di Molise, Principato Ultra, Terra di Bari e Terra d'Otranto, Principato Citra e Basilicata,…

La Basilicata contemporanea. 5. Studi sulll'emigrazione

A differenza di altre regioni , in Basilicata l'emigrazione rappresentò sicuramente il fenomeno che, più di ogni altro, ne cambiò il volto, spopolandola ampiamente e privandola delle sue forze più importanti. Cause molteplici e concomitanti l'avevano fatta nascere e prosperarein Basilicata: dalla miseria di larga parte della popolazione alle condizioni dell'agricoltura, dalla distruzione quasi completa dell'attività di allevamento al disboscamento, dalle pessime condizioni idrogeologiche a quelle igieniche, dalla cattiva amministrazione locale alla pressione fiscale. Data la vastità del fenomeno, a cominciare dall'unità d'Italia, su di esso si incentrarono subito gli studi del tempo in concomitanza con l'attenzione nascente della classe politica per una provincia giudicata, a ragione, tra le più povere del Regno.  Solo all'inizio del nuovo secolo, dopo la visita di Zanardelli, allora presidente del Consiglio, nel 1902, si diede vita ad un primo interv…