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Visualizzazione dei post da Novembre, 2013

Lo Ionio a fine Settecento: alcuni cenni

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Le città che si affacciavano sullo Ionio presentavano, nel Settecento, caratteri piuttosto consimili. Centri agricoli, connotati da scarsa densità demografica e da un‟economia agricolopastorale al limite della sussistenza, erano state interessate, nel corso del secolo, da profondi rinnovamenti socio-economici, con ascesa, più o meno evidente, di un nuovo gruppo di ceti urbani di tipo agrario o “protoborghese” che aveva finito per rimodellare non solo il tessuto urbano, con la costruzione di numerose case palazziate, ma anche, e soprattutto, il tessuto socio-politico, con il ritorno, da Napoli, di numerosi giovani studenti portatori delle novità della capitale e dei riflessi delle tensioni europee. Dal punto di vista demografico e delle funzioni urbane, risulta utile suddividere i centri ionici, compresa Bernalda, in due macrocategorie: centri maggiori, come Bernalda, Montalbano e Pisticci, connotati da notevole espansione territoriale e aventi funzione di raccordo economico- istituzi…

Matera. 6. I vescovi di Acerenza e Matera in età moderna

Nome Periodo di governo Provenienza Carriera Nominato dal Papa Vincenzo Palmieri 14 marzo 1483-30 luglio 1518 Napoli - Sisto IV Andrea Matteo Palmieri 3 agosto 1518-1528 Napoli Cardinale Leone X Francesco Palmieri 21 agosto 1528-agosto 1530 Napoli “postulato” da Carlo V Clemente VII Giovanni Michele Saraceno

Onofrio Tataranni. 2. Brieve Memoria sull'educazione nazionale della nobile gioventù guerriera (1790)

BRIEVE MEMORIA SULL’EDUCAZIONE NAZIONALE DELLA NOBILE GIOVENTÙ GUERRIERA UMILIATA ALLA MAESTÀ DI FERDINANDO IV RE DELLE DUE SICILIE Dal Fedelissimo e Ossequiosissimo Suddito IL CANONICO ONOFRIO TATARANNI. Non vanam fucatam, sed veram utilem Et frictiferam philosophiam sectamur.

NAPOLI 1790. SIRE
Tra la moltitudine de’ Principi, che hanno tenuto nelle loro mani il destino de’ Popoli, e che hanno portato altresì nella storia generale il famoso nome di GRANDI, ben pochi se ne contano di Coloro, i quali abbiano riguardate, come il più degno oggetto delle loro cure, quelle Opere Pubbliche, che sole avrebbero potuto tramandarne alla posterità degli ubertosi utilissimi frutti. Avidi quasi tutti di un evento, quanto pronto, altrettanto fugace, si sino sempre contentati di preferire la gloria di un solo momento a una gloria solida e durevole: e questa sì vana e mal ideata illusione non gli ha fatti occupare pel corso della loro vita in oggetti, co i quali l’utilità pubblica si fosse stesa al dilà de’ confini…