giovedì 30 luglio 2026

Orazio. 7. L'ode a Virgilio tradotta da Cesare Pavese


(Carmina, IV 12)

Già i venti di Tracia compagni della primavera, e mitigatori del mare, spingono innanzi le vele, già il gelo è sparito dai prati e i fiumi non cricchian più colmi di neve invernale. […] La stagione porta la sete, o Vergilio, ma se desideri proprio di ber del vino di quel torchiato a Cale, tu che frequenti i giovani più nobili, devi pagarlo con del nardo. Un piccolo vasello di nardo farà saltar fuori il fiasco che ora sta nei magazzini di Sulpizio, generoso a infondere novelle speranze e efficace a lavare ogni amarezza. Ché se ti affretti a questi piaceri, corri veloce colla tua merce: io non intendo di innaffiarti col vino a gratis, come la mia fosse la casa d’un riccone. Ma però tronca ogni indugio e lascia lì di cercar guadagni e ricordandoti, fin che sei ancora in tempo, delle fosche fiamme, mescola un po’ di pazzia ai ragionamenti: è dolce a tempo e luogo.

Nessun commento:

Posta un commento

Orazio. 7. L'ode a Virgilio tradotta da Cesare Pavese

( Carmina , IV 12) Già i venti di Tracia compagni della primavera, e mitigatori del mare, spingono innanzi le vele, già il gelo è sparito da...