Sono uno storico e docente italiano, nato a Potenza nel 1975.
Dopo gli studi in Lettere Classiche, completati nel 1999, mi sono impegnato nello studio delle dinamiche identitarie, politiche e culturali del Mezzogiorno d’Italia tra età moderna e contemporanea. Il mio percorso di ricerca nasce dall’interesse per il rapporto tra memoria storica, costruzione delle identità locali e rappresentazione del passato, con particolare attenzione al Regno di Napoli e alla storia della Basilicata.
Mi sono formato nell’ambito della storia dell’Europa mediterranea presso l’Università degli Studi della Basilicata, dove ho conseguito il titolo di Dottore di Ricerca. Successivamente ho svolto attività di ricerca post-dottorale, approfondendo, sotto la direzione scientifica del prof. Antonio Lerra, il tema dell’uso e della funzione dell’antico nelle storie locali del Mezzogiorno moderno. Questo percorso mi ha portato a concentrarmi sul modo in cui le comunità meridionali, tra XVI e XVIII secolo, abbiano costruito la propria memoria storica e la propria identità attraverso miti civici, genealogie e narrazioni delle origini.
Ho insegnato come docente a contratto presso l’Università della Basilicata, occupandomi di Storia Moderna e di Storia dell’Europa Mediterranea dal 2008 al 2020, e parallelamente ho svolto attività editoriale e scientifica come segretario di redazione del «Bollettino Storico della Basilicata», rivista ufficiale della Deputazione di Storia Patria per la Lucania.
Nel corso degli anni i miei studi si sono sviluppati lungo diversi filoni di ricerca. Mi sono occupato della costruzione dell’identità storica del Mezzogiorno in età moderna, tema confluito nel volume Identità svelate. La parabola dell’antico nelle storie locali del Mezzogiorno moderno (2018), nel quale ho analizzato il rapporto tra erudizione, memoria civica e legittimazione politica nelle storie locali meridionali.
Un altro ambito centrale della mia ricerca riguarda il Risorgimento lucano e i movimenti insurrezionali del 1860. In particolare ho approfondito il passaggio dall’evento storico alla sua successiva costruzione mitica e storiografica, tema affrontato nel volume Quelli che credettero (2023), dedicato ai protagonisti e all’immaginario politico del processo unitario in Basilicata.
Mi sono inoltre interessato al riformismo borbonico del XVIII secolo e all’impatto delle politiche di Carlo III di Spagna sul territorio lucano, studiando le tensioni tra spinte modernizzatrici, trasformazioni amministrative e resistenze locali.
Accanto alla ricerca scientifica, considero fondamentale il lavoro di divulgazione e di Public History. Credo profondamente nella necessità di costruire un dialogo continuo tra scuola, università e società civile, affinché la storia possa diventare uno strumento di consapevolezza critica e di cittadinanza culturale. Per questo ho collaborato con istituzioni culturali, associazioni, musei e piattaforme digitali, lavorando anche nell’ambito della formazione dei docenti.
La mia esperienza nell’insegnamento si è sviluppata inizialmente presso il Liceo Carlo Pisacane, dove ho maturato un approccio didattico fortemente orientato all’interdisciplinarità tra storia, geostoria e latino. Successivamente ho insegnato presso l’IIS Giustino Fortunato, esperienza che ha ulteriormente consolidato il mio interesse per la sperimentazione metodologica e per la didattica della storia. Attualmente insegno presso il Liceo delle Scienze Umane Rosa-Gianturco, dove continuo a integrare l’attività di ricerca con l’innovazione didattica e la progettazione culturale.
Negli ultimi quattro anni mi sono dedicato con particolare attenzione alla didattica breve e digitale, sviluppando contenuti divulgativi attraverso Facebook mediante una pagina dedicata all’interazione tra mappe concettuali e intelligenza artificiale. Il progetto nasce dall’idea che le nuove tecnologie possano diventare strumenti efficaci per rendere più accessibile e dinamico l’apprendimento, senza rinunciare al rigore scientifico e alla profondità dell’analisi storica.Attraverso ricerca, insegnamento e divulgazione sul free press "Controsenso", continuo a lavorare sul rapporto tra memoria, identità e territorio, convinto che la conoscenza storica rappresenti ancora oggi uno degli strumenti più importanti per comprendere il presente e formare cittadini consapevoli.

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