giovedì 26 ottobre 2017

Materiali Didattici. 34. La disfida di Barletta: una mappa concettuale


Si ringraziano le studentesse della IVB dell'IIS di Rionero in Vulture (PZ), Antonella Altieri, Emanuela Leggieri, Adele Matrella

giovedì 19 ottobre 2017

Bibliografie essenziali. 34. Storia, arte e medicina nella Certosa di Padula (1306-2006), a cura di C. Carlone, Salerno, Laveglia, 2006

ASSANTE FRANCA
Introduzione (p.VII-LI)
SCHETTINO BRUNO
Silenzio e solitudine come esperienza monastica certosina (p.13-19)
VITOLO GIOVANNI
Monachesimo e società nel Mezzogiorno angioino. La Certosa di Padula (p.21-36)
DIDIER ARTURO
Oltre la frontiera certosina: la società del Vallo di Diano nel Trecento (p.37-48)
NATELLA PASQUALE
Ascesa e apogeo dei Sanseverino di Marsico (1067-1497) (p.49-70)
MUSI AURELIO
La Certosa di Padula ed il Principato Citeriore nell'età spagnola (p.71-80)
CAPANO ANTONIO
I possedimenti della Certosa di S. Lorenzo di Padula in Campania tra il catasto onciario ed il catasto murattiano (p.81-106)
CERAVOLO TONINO
Sulla soppressione di alcune Certose meridionali nel XIX secolo: le relazioni tra Serra San Bruno e Padula (p.107-124)
D'AMICO GIUSEPPE
I Certosini tra polemiche e nepotismo (p.125-138)
STROCCHIA TERESA
I documenti certosini provenienti da Sala nell'Archivio di Stato di Napoli (p.139-150)
BRACA ANTONIO
Relazioni artistiche della Certosa di Padula dalle origini all'età moderna (p.153-198)
GALLO MARIA CARMEN
Influenze artistiche della Certosa in età barocca (p.199-256)
CAPONE PAOLA
Paesaggi e giardini della Certosa (p.257-278)
MICCIO GENNARO
Il recupero della Certosa tra passato e futuro (p.279-302)
SESSA MARIA GIOVANNA
La metamorfosi della Certosa: da luogo della memoria a laboratorio del presente (p.303-314)
LAURIELLO GIUSEPPE
Le erbe della salute da Salerno all'hortulus della Certosa (p.317-326)
DI MURIA ALBERTO
La bottega dell'achimia: dalla spezieria dei certosini al laboratorio galenico del farmacista moderno (p.327-344)
PINTO VINCENZO MARIA
Tracce romane nelle fondazioni della Certosa (p.347-352)
D'ALESSIO MARIA TERESA
L'urna del capitolo dei conversi nella Certosa di Padula: ipotesi e suggestioni (p.353-370)
RICCIARDI ANNALISA
La biblioteca del certosino Domenico Matrella (p.371-376)
RESCINITO ALDO
Il ruolo dei benedettini nella medicina monastica medievale (p.377-380)
FERRARO SALVATORE
Indicazioni bibliografiche sulla Certosa di Padula (p.381-388)
CARLONE CARMINE
Conclusioni (p.389-392)

giovedì 12 ottobre 2017

Paesi lucani. 41b. Atella. 2. I ritrovamenti paleolitici (Angelo Carriero)

Durante l'estate del 1971 il prof. Edoardo Borzatti von Löwenstern (insegnante presso l'Università di Firenze), su invito del direttore del Museo Archeologico di Potenza, F. Ranaldi, cominciò le proprie indagini tra il territorio di Atella e di Lagopesole dove tra 700.000 e 500.000 anni fa sorgeva un lago pleistocenico conosciuto come “Bacino di Atella”, venutosi a formare da uno sbarramento di un affluente del Fiume Ofanto per via delle continue attività del Vulcano Vulture, attualmente Monte Vulture, e dei fenomeni atmosferici. Questo lago aveva un lunghezza di 16 km, ovvero la distanza da Atella a Lagopesole (frazione del Comune di Avigliano conosciuta per il castello federiciano). Borzatti all'epoca cominciò le indagini a Serra Pisconi (Filiano), dove nel 1965 alcuni contadini si accorsero delle pitture rupestri presenti in quella zona boscosa caratterizzata da querce, all'altezza di 879 metri s.l.m. Queste pitture rupestri di 9000 anni fa descrivono scene di cervidi in pascolo. 
Qualche anno più tardi, nel 1991, dal celebre archeologo, dopo quasi venti anni di ricerche, nei pressi del Cimitero di Atella, venne finalmente individuato un sedimento di natura perilacustre con rilevanti testimonianze preistoriche dal Paleolitico Inferiore (Acheuleano Inferiore, circa 700.000 anni fa) fino agli inizi del Paleoltico Superiore (di facies Castelperroniana, 32.000 anni fa). Infatti furono trovati quattro molari di Elefante Antico, una zanna intera, un'altra non ancora tutta liberata dal terreno ed altri resti di un carnivoro ed un erbivoro. 
Sulle rive del “Bacino di Atella” viveva l'uomo di Atella, conosciuto anche come uomo cacciatore che già prima di insediarsi in comunità con gli altri della sua specie cacciava predatori. Poi, quando si vennero a formare i primi “branchi” di uomini, la caccia veniva data all'animale più mostruoso dell'epoca, il mammut, che raggiungeva e superava l'altezza di 5 metri, quindi era molto più grande dell'attuale discendente. 
Ad Atella veniva utilizzata una particolare tecnica di caccia per l’Elephas antiquus: infatti, dopo aver separato un membro del branco ed averlo costretto a incunearsi in un angusto lembo di spiaggia proteso nelle acque, disorientandolo con lancio di pietre o con l’aiuto di fiaccole, i cacciatori lo avrebbero indotto ad impantanarsi nel bacino. Per l’oggettiva impossibilità di uscire dal fango, la morte avrebbe colto l’animale dopo qualche giorno. Raggiunta la carcassa, dopo aver realizzato con frasche e rami una sorta di pontile fra questa e la riva, i cacciatori avrebbero alla fine dato luogo alla macellazione. 
Questi resti sono visitabili nei pressi del cimitero del Comune angioino e sono contenuti in una gabbia per evitare di subire modifiche dagli agenti atmosferici e/o saccheggiamenti. 

Si ringrazia lo studente Angelo Carriero, classe 4G, dell'IIS "Giustino Fortunato" di Rionero in Vulture (PZ), per il contributo.

giovedì 5 ottobre 2017

Bibliografie essenziali. 31. La questione meridionale da Giustino Fortunato ad oggi, a cura di P. Borraro, Galatina, Congedo, 1977

VERRASTRO VINCENZO
Discorso pronunciato al III Convegno di storiografia lucana (p.7-12)
CORBINO EPICARMO
Ricordo di "Don Giustino" (p.21-24)
CILENTO NICOLA
Prospezione storica della questione meridionale (p.25-34)
MOSCATI RUGGERO
Una battaglia perduta (p.35-42)
SCIROCCO ALFONSO
Una rinnovata polemica sulle origini della questione meridionale (p.43-52)
AVAGLIANO LUCIO
Economia e società nel periodo borbonico e la Lucania (p.53-60)
GAETANI D'ARAGONA GABRIELE
Il meridionalismo in Giustino Fortunato (p.61-70)
VIGGIANI GIOACCHINO
L'agricoltura della Basilicata nella questione meridionale (p.71-78)
APPELLA PAOLO
La piccola rivoluzione agraria di Ernesto e Giustino Fortunato (p.79-82)
SACCÀ LUIGI
Una "Questione ultrasecolare" (p.83-86)
COIRO GIOVANNI
L'istruzione obbligatoria nel pensiero di Giustino Fortunato (p.87-94)
CAPRARA STEFANIA
Giustino Fortunato traduttore di Orazio (p.95-102)
MARCORA CARLO
Lettere di Giustino Fortunato a Tommaso Gallarati-Scotti (p.103-108)
PASSARELLI DOMENICO - PADULA MARIO
Rapporti fra Giustino Fortunato e Domenico Ridola (p.109-120)
DONNO GIACINTO
Sull'amicizia tra Giustino Fortunato e Gaetano Briganti (p.121-134)
SPINA ANTONIO
La situazione agraria con particolare riguardo al demanio. Il problema bancario (p.135-140)
RAMAGLI NICCOLÒ
Su e giù per i nostri monti, dietro le orme di Don Giustino (p.141-148)
NOVIELLO FRANCO
Poesia popolare in Lucania: un contributo di Giustino Fortunato alla biografia di Gian Lorenzo Cardone (p.149-156)
CATENACCI GIOVANNI
Giustino Fortunato, apostolo del mezzogiorno (p.157-172)
D'ANDRIA MICHELE
Giustino Fortunato e la vexata quaestio Lucania o Basilicata? (p.173-178)
CALICE NINO
Un socialista fra le plebi: E. Ciccotti (p.179-186)
BORRARO PIETRO
Una compoasizione musicale del 1911 in onore di Giustino Fortunato (p.187-190)
CIASCA RAFFAELE
Giustino Fortunato (p.191-202)
EINAUDI LUIGI
Espressioni meridionali (p.203-206)
TORRACA FRANCESCO
Giustino Fortunato (p.207-216)
VIGGIANI GIOACCHINO
Cenno biografico di Alberto Viggiani (p.217-218)
FORTUNATO GIUSTINO
Rileggendo Orazio (p.219-240)
FORTUNATO GIUSTINO
Vecchi mali italiani (p.241-244)
BORRARO PIETRO
Carteggio Fortunato (p.245-341)

Le perle lucane. 4. Maratea

 «Dal Porto di Sapri, che aperto è fama inghiottisse la celebre Velia, raccordata dal Poeta dopo Palinuro, nel golfo di Policastro, à dodeci...