Materiali didattici. 28. A margine di A. Musi, “Mito e Realtà della Nazione Napoletana” (Maria Lippo)

Il recente testo di Aurelio Musi, Mito e Realtà della Nazione Napoletana (Napoli, Guida, 2016) affronta una realtà storica che andò, di fatto, configurandosi dall’Umanesimo all’Unità d’Italia durante i secoli di sviluppo del Regno di Napoli, poi delle Due Sicilie dal 1816. Fu la rappresentazione dell’autocoscienza e del sentimento di appartenenza ad una comunità politica, la nazione-Regnum, con caratteri distintivi: la fedeltà alla sovranità monarchica, il primato della Capitale che andò sempre più identificandosi con l’intero Regno, l’accelerazione del livello della decisione politica rispetto al ruolo e al peso delle forze economiche e sociali. Nella lunga e complessa transizione dagli antichi Stati all’unificazione della penisola, il sentimento della doppia appartenenza, della doppia patria, napoletana e italiana, fu assai presente e vivo in forze e gruppi meridionali che parteciparono al Risorgimento.
Musi si incentra sulla considerazione ed opportuna analisi della “nazione napoletana”, appunto, configuratasi nella città di Napoli considerata in luce “totalizzante” – letta e riportante la definizione intrinseca della visione intesa come “parte del tutto”.
Al fine di descriverne opportunamente le dinamiche, l’autore individua una triade di percorsi paralleli di tipo funzionale, destinati a conferire tre aree semantiche all’aspetto storico e socio-culturale della suddetta ‘nazione napoletana’. La triade individuata dal prof. Musi consiste nei seguenti percorsi:
1. Percorso della Nazione Regnum
2. Percorso della costruzione/realizzazione del Mito ‘Motore’;
3. Percorso relativo all’invenzione della Tradizione.
In relazione alla triade così definita, il percorso della Nazione “Regnum” designa la realtà della Penisola, caratterizzata da una durata plurisecolare, iniziata nel 1130 in virtù della fondazione del Regno Normanno, giungendo sino al 1861, memorabile evento corrispondente all’Unità d’Italia.
La definizione conferita dal prof. Musi consiste nell’importanza proveniente dall’analisi del dato materiale ben supportato e corredato dall’autocoscienza formatasi e maturata nel corso dei secoli. L’identificazione dei napoletani nel re e nell’istituzione monarchica ha cambiato forma ma non sostanza, trasformandosi spesso nel legame e nella fedeltà del popolo napoletano ad una personalità carismatica: ed il populismo è diventato la variabile distorta della nazione napoletana. Infine il livello del politico, in tutte le sue espressioni, ha rappresentato e rappresenta ancora un fattore di assai più forte accelerazione rispetto al peso, alle dinamiche e ai tempi delle forze economiche e sociali del territorio e al loro contributo al rinnovamento.
Procedendo nell’analisi dei percorsi sopramenzionati, la costruzione del "Mito Motore" si poggia sull'identità del Regno di Napoli, a partire dalla figura "impossibile" della fondatrice stessa, la sirena Partenope. Giungendo, in tal modo, alla considerazione della storiografia, Musi ritiene fondamentale menzionare ed annoverare che le “tappe-fulcro” risultano essere state articolate nel periodo storico coincidente con quello dei magni, quali Pontano, Giannone, Illuministi e Cuoco. Essi, nel corso del XIX secolo, hanno coltivato la speranza che, proprio dalla Nazione Napoletana Regnum, potesse originarsi l’Unità d’Italia.
Tale percorso si articola su tre direttrici principali:
1. Fedeltà al cospetto della figura del Monarca: il sovrano costituisce una figura imprenscindibile sia in termini sociali sia politico-culturali, ergo, appartiene alla visione del tempo la considerazione del Monarca in veste di “colui che detiene il potere”. Tale diritto, prettamente spettante al Sovrano, ne costituisce anche il senso di appartenenza per la sfera dei sudditi.
2. Primato progressivo della Capitale: ascesa di natura storico-politica e culturale della Capitale (Napoli) considerata il Regno, costituitosi intorno al concetto del "primato" di Napoli.
3. Accelerazione del Politico: accelerazione relativa al livello decisionale di natura politica in relazione al ruolo e al peso delle forze socio-economiche esistenti. Questa terza direttrice riporta e tratta il concetto di tradizione proposto da Eric Hobsbawm, risultante nella costruzione di una serie di elementi tratti dalla realtà che, dopo aver subito un processo di generalizzazione, ne subiscono un secondo di mistificazione.
La storia passata e recente ci consegna, dunque, una questione su cui Musi riflette ampiamente lungo questo densissimo libro: la continuazione, per altre vie e con altri mezzi, dei tre caratteri storici della nazione napoletana. Napoli, l’ex capitale, continua, insomma, a pesare positivamente e/o negativamente nei processi storici complessivi del Mezzogiorno d'Italia. 

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