lunedì 18 novembre 2013

Lo Ionio a fine Settecento: alcuni cenni

Le città che si affacciavano sullo Ionio presentavano, nel Settecento, caratteri piuttosto consimili. Centri agricoli, connotati da scarsa densità demografica e da un‟economia agricolopastorale al limite della sussistenza, erano state interessate, nel corso del secolo, da profondi rinnovamenti socio-economici, con ascesa, più o meno evidente, di un nuovo gruppo di ceti urbani di tipo agrario o “protoborghese” che aveva finito per rimodellare non solo il tessuto urbano, con la costruzione di numerose case palazziate, ma anche, e soprattutto, il tessuto socio-politico, con il ritorno, da Napoli, di numerosi giovani studenti portatori delle novità della capitale e dei riflessi delle tensioni europee.
Dal punto di vista demografico e delle funzioni urbane, risulta utile suddividere i centri ionici, compresa Bernalda, in due macrocategorie: centri maggiori, come Bernalda, Montalbano e Pisticci, connotati da notevole espansione territoriale e aventi funzione di raccordo economico- istituzionale con il territorio circostante, e centri minori, come Ischinzana (Scanzano) e Policoro, con connotazione di casali rurali, nei quali i processi evolutivi urbani e socio-economici erano ancora, fondamentalmente, arretrati, pur essendo tali casali integrati nella rete ionica, che, fondamentalmente, era un reticolato urbano a maglie larghe e con funzione prevalentemente di raccordo tra Calabria e province pugliesi.
si trattava di un‟area di centri agricoli, con scarsissima densità demografica e con un‟economia agricolo-pastorale basata sulla sussistenza, interessati, comunque, nel corso del Settecento, da rilevanti modificazioni del tessuto socio-economico, con l‟ascesa, più o meno evidente, di nuovi ceti urbani cresciuti, il più delle volte, come in altri centri basilicatesi, all'ombra del feudo o della proprietà ecclesiastica. Questa serie concomitante di fattori aveva, di fatto, rimodellato non solo il tessuto urbano, con la costruzione di numerose case palazziate, ma anche, e soprattutto, il tessuto socio-politico, anche grazie all‟immissione nei ruoli dirigenti di numerosi giovani studenti portatori delle novità della capitale e dei riflessi delle tensioni europee.

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