Risorgimento lucano. 9. Picerno 1799


La piccola città di Picerno, che aveva festeggiato con sincera allegrezza il mutato politico reggimento, assalita de’ Borboniani, sbarrò le porte; e aiutandosi del luogo allontanò più volte gli assalitori.
Sino a che, declinando le sorti universali della repubblica, torme più numerose andarono all’assedio; e fu agli abitanti necessità combattere dalle mura, finita dopo certo tempo la munizione di piombo e consultando del rimedio in popolare parlamento, fu stabilito che si fondessero le canne di organo delle chiese, poscia i piombi delle finestre, in ultimo gli utensili domestici e gl’istrumenti di farmacia, con i quali compensi abbondò il piombo come abbondava la polvere.
I sacerdoti eccitavano alla guerra con devote preghiere nelle chiese e nelle piazze; i troppo vecchi, i troppo giovani pugnavano quanto valeva debilità del proprio stato; le donne prendevano cura pietosa de’ feriti; e parecchie, vestite come uomini, combattevano a fianco de’ mariti o de’ fratelli; ingannando il nemico meno dalle mutate vesti che per valore. Tanta virtù ebbe mercede, avvegnachè la città non cadde prima che non cadessero la provincia e lo Stato.

Da P. COLLETTA, Storia del Reame di Napoli, Trezzano, S.a.r.a., 1992, p. 221.

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