lunedì 13 maggio 2013

Pasquale Grippo. Un politico potentino

Pasquale Grippo, nato a Potenza nel 1845, laureatosi in giurisprudenza a soli 17 anni, si iscrisse all’Albo degli Avvocati di Napoli nel luglio 1874, in quello dei Procuratori nel 1867. Grippo fu più volte componente del Consiglio di Disciplina dei Procuratori (1879-1885), nonché del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, di cui fu quattro volte Presidente, dal 1921 al 1926, quando presiedette l’ultimo Consiglio di nomina elettiva.
Libero docente di Diritto Costituzionale, venne poi nominato docente di Diritto Penale all’Università di Bologna e di Diritto Costituzionale a Napoli; lasciò la carriera accademica per dedicarsi a quella politica ed all’avvocatura. Tra le numerose opere di Grippo, vanno almeno ricordati, segni dell’acceso clima di fine Ottocento, Della ferita o percossa volontaria che produce la morte, Bologna, Tip. Fava e Garagnani, 1870; I reati di guerra civile: strage devastazione e saccheggio. Studio storico-critico di diritto penale, Napoli, Vallardi, 1881.
Dopo l’abolizione delle Cassazioni regionali abbandonò il campo penale per abbracciare quello civile. Collaborò con numerose riviste giuridiche come la “Gazzetta dei Tribunali” e “Il Filangieri”, di cui fu redattore fin dalla fondazione nel 1876.
Che il Grippo fosse un profondo conoscitore non solo di diritto, ma anche della storia degli abusi feudali, lo dimostra il breve articolo Una pagina di storia del Mezzogiorno d’Italia, in cui l’erudizione si sposa ad un tipo di argomentazione logica e serrata nella ricostruzione del processo di eversione della feudalità come punto d’arrivo di un dibattito non solo teorico, in mano ai giureconsulti, ma anche, e soprattutto, pratico, in una sostanziale rivalutazione di taluni meriti del governo murattiano e borbonico, specie nei periodi di massimo splendore intellettuale e di incoraggiamento del dibattito storico e giuridico per uno stato laico. Grippo morì a Napoli nel 1933.

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